Venezuela, Roma scende in piazza: presidio a Barberini contro l’attacco USA

Lunedì 5 gennaio associazioni e sindacati manifesteranno a pochi passi dall'ambasciata statunitense

Roma scende in piazza contro quella che viene definita senza mezzi termini una “aggressione imperialista”.

Lunedì 5 gennaio, a partire dalle 17.30, piazza Barberini diventerà il punto di raccolta di un presidio di protesta promosso da una vasta rete di associazioni, sindacati e movimenti pacifisti.

Tra i promotori figurano Anpi Roma, Cgil Roma e Lazio, Rete Numeri Pari, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e numerose altre realtà della società civile.

Perché piazza Barberini

La scelta del luogo non è casuale. A pochi passi da via Veneto, dove ha sede l’Ambasciata degli Stati Uniti, i manifestanti intendono far sentire la propria voce contro l’azione militare decisa dall’amministrazione Trump in Venezuela. Un gesto che, secondo gli organizzatori, rappresenta una svolta pericolosa negli equilibri internazionali.

Nel comunicato congiunto che accompagna l’iniziativa, la protesta viene motivata da una serie di accuse pesanti.

“Violata la sovranità di uno Stato”

Al centro della mobilitazione c’è la denuncia di una violazione della sovranità nazionale venezuelana. L’azione militare e la cattura del presidente Nicolás Maduro — definito illegittimo da Washington ma ancora in carica per una parte della comunità internazionale — vengono descritte come un precedente gravissimo.

Secondo i promotori, dietro le accuse di narcotraffico avanzate dagli Stati Uniti si celerebbero interessi geopolitici ed energetici, legati alle immense riserve di petrolio del Paese sudamericano.

Una lettura condivisa soprattutto dalle sigle sindacali, che parlano apertamente di logiche di dominio economico e militare.

L’appello a Governo e ONU

Dal presidio partirà un appello diretto alle istituzioni italiane ed europee.

Le richieste sono chiare:

una condanna formale dell’uso della forza da parte del Governo italiano e dell’Unione Europea;

un intervento delle Nazioni Unite per garantire un cessate il fuoco e l’avvio di corridoi umanitari;

un segnale politico di solidarietà al popolo venezuelano, stretto in una crisi istituzionale e sociale sempre più drammatica.

Tensione alle stelle a Caracas

Mentre a Roma si prepara la mobilitazione, la situazione in Venezuela resta esplosiva.

Dopo la cattura di Maduro da parte delle forze speciali statunitensi, la vicepresidente Delcy Rodríguez ha parlato di aggressione internazionale, chiedendo prove sull’effettiva esistenza in vita del leader.

Gli Stati Uniti, intanto, hanno annunciato che Maduro dovrebbe comparire davanti a un tribunale di New York, probabilmente già nella giornata di lunedì.

Una coincidenza che rende il presidio romano ancora più carico di significato politico e simbolico.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento