

Il minisindaco dell'VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri: "Continueremo a mobilitarci in tutte le sedi per avere risposte concrete su questo scempio"
Era nato con grandi ambizioni, ma il destino dello scheletro di cemento di via Cerbara, nel cuore di Tor Marancia, sembra segnato da un’ironia amara.
Costruito nel lontano 1993, questo colosso incompiuto è diventato il simbolo del degrado, delle promesse tradite e dello spreco di risorse pubbliche.
L’ultimo colpo di scena? I fondi del PNRR, 7 milioni di euro destinati a trasformare l’edificio in una Casa e un Ospedale di Comunità, sono stati dirottati altrove dalla Regione Lazio.
La notizia è arrivata come una doccia fredda il 27 dicembre 2024, quando è stata ufficializzata sul Bollettino regionale.
Così, i sogni di riqualificazione e speranza per un servizio sanitario di prossimità svaniscono ancora una volta.
“Questo edificio doveva diventare un centro sanitario essenziale per il quartiere, ma ad oggi non abbiamo nessuna certezza sul futuro dello scheletro di via Cerbara”. Aveva dichiarato il minisindaco dell’VIII Municipio.

La storia travagliata dell’ecomostro inizia nel 1988, quando si immaginò una residenza sanitaria assistenziale per anziani disabili, con appena 32 posti letto.
I lavori presero il via nel 1993 grazie a un finanziamento regionale di 2 miliardi di lire.
Ma nel 1998 tutto si bloccò: un contenzioso con la ditta edile mise fine ai lavori, lasciando dietro di sé un colosso di cemento senza anima e senza scopo.
Negli anni, l’edificio è diventato un simbolo di abbandono, con i suoi muri fatiscenti e le strutture mai completate, una ferita aperta nel paesaggio urbano di Tor Marancia.
La frenata su via Cerbara lascia un vuoto enorme nel progetto più ampio che prevedeva tre case di comunità nel territorio: oltre a quella mai nata, le altre due dovevano sorgere presso il CTO di via San Nemesio e in via Malfante.
L’assessora municipale alla sanità, Alessandra Aluigi, ha spiegato che l’ospedale di comunità è stato eliminato dal piano PNRR e, forse, potrebbe trovare spazio in un’area del CTO attualmente occupata dall’INAIL. Ma al momento, mancano dettagli, tempistiche e certezze.
Quanto alla Casa della Salute, si parla di un nuovo progetto in via Casale de Merode 8, con un finanziamento di un milione di euro. Anche in questo caso, la data di completamento è fissata a dicembre 2025, ma i cittadini si chiedono quanto questa promessa possa essere considerata affidabile.
Un quadro confermato anche dai consiglieri regionali Claudio Marotta (Avs) ed Eleonora Mattia (Pd), che hanno sollevato la questione con un’interrogazione. Ma il destino dello scheletro di via Cerbara, per ora, resta un grande enigma.
“Non c’è alcun piano concreto per via Cerbara – denuncia l’assessora Aluigi – e questo è inaccettabile. Continueremo a chiedere risposte perché quel relitto urbano non può rimanere un eterno monumento al fallimento”.
Duro anche il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, che non usa mezzi termini:
“È uno scandalo urbanistico che non possiamo più tollerare. Ci mobiliteremo ovunque, dalle istituzioni ai tavoli territoriali, per mettere fine a questo scempio e pretendere un piano chiaro per i servizi sociosanitari che i cittadini meritano”.
Tor Marancia continua a convivere con una ferita aperta. L’ecomostro di via Cerbara non è solo un edificio abbandonato, ma il simbolo di promesse non mantenute, di piani ambiziosi mai realizzati.
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