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Via Craxi forse, via Bocca no – OMS incompetente o ‘tappetino’?

I Fatti e misfatti di gennaio 2010 (II) di Mario Relandini

Via Craxi forse, via Bocca no

Invalidi civili e vigili urbani incivili

 

No ad una via dedicata a Bettino Craxi – si è inviperito Giorgio Bocca – perché lui, ricordatevelo, faceva politica come un bandito".

Bettino Craxi bandito è una opinione di Giorgio Bocca e come tale – siamo oggi, per fortuna, in democrazia – come tale è da rispettare. Al pari, però, dell’opinione di chi sia convinto che Bettino Craxi, al contrario, sia stato un coraggioso antesignano del più sano riformismo socialista. Quello che Giorgio Bocca dovrebbe invece ricordarci – o confessare a chi non l’abbia mai saputo – è che lui, da giovane, è stato segretario del Gruppo universitario fascista, ha firmato il famigerato "Manifesto della razza" contro gli ebrei e a favore dell’entrata nella guerra ariana al fianco di Hitler, ha fatto arrestare antifascisti dalla polizia del regime, ha scritto – sulla "Provincia granda" – articoli entusiastici sul fascismo e, appena "finito" Benito Mussolini, si è prontamente tolto la camicia nera per indossare paraventisticamente la camicia rossa, si è fatto abilmente accreditare come partigianao della prima ora e, una volta a capo di un "Tribunale del popolo", ha fatto anche condannare a morte un ufficiale in quanto "collaborazionista". E dunque no, forse, ad una via dedicata a Bettino Craxi. Ma no, sicuramente, ad una via da dedicarsi a lui.

OMS incompetente o ‘tappetino’?

"La pandemia influenzale annunciata dall’Organizzazione mondiale della sanità con grande clamore, fin dall’estate scorsa, non c’è stata – è la conferma – e, così, molti Stati che avevano acquistato massicce dosi di vaccino le hanno utilizzate solo in parte e hanno ora iniziato a rivendere il "surplus" ai Paesi del sottosviluppo".

Due le domande legittime. La prima: l’Organizzazione mondiale della sanità è una organizzazione di incompetenti o è un tale"tappetino" della lobby farmaceutica globale da aprirle sconfinati territori di ingenti e facili guadagni? La seconda: gli Stati che si sono ritrovati con quell’enorme e ingiustificato "surplus" di vaccini non si sarebbero comportatai meglio, se quel "surplus" avessero donato, invece che venduto, ai Paesi poveri? Sembra che l’Italia ne voglia donare, per ora, due milioni e mezzo di dosi. Almeno una volta, allora, viva l’Italia buona. E abbasso i cinici mercanti spagnoli, francesi, svizzeri, tedeschi e olandesi.

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