Via libera al porto crocieristico di Fiumicino: il Governo dà l’ok, ma esplode la protesta dei cittadini

Lo scorso 9 novembre, infatti, centinaia di residenti e attivisti sono tornati in strada per manifestare contro quella che definiscono “un’opera devastante”

È arrivata la firma che cambia il futuro del litorale romano. Dopo due anni di attesa e un lungo iter amministrativo, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato il via libera definitivo al progetto del nuovo porto crocieristico di Fiumicino.

Il provvedimento, firmato dagli uffici di via Cristoforo Colombo, segue di poche settimane il parere positivo espresso dal Ministero della Cultura, chiudendo così il cerchio su una delle opere più discusse del litorale laziale.

All’ombra del vecchio porto, dunque, può partire il maxi progetto presentato dalla Fiumicino Waterfront Srl, società che ha rilevato la concessione all’asta.

Non un semplice porto turistico con millecinquecento ormeggi, come si era ipotizzato in passato, ma un’infrastruttura capace di accogliere grandi yacht e perfino navi da crociera. Un piano ambizioso che promette sviluppo e turismo, ma che divide profondamente cittadini e istituzioni.

Lo scorso 9 novembre, infatti, centinaia di residenti e attivisti sono tornati in strada per manifestare contro quella che definiscono “un’opera devastante”.

A guidare la protesta, la rete dei Tavoli del Porto, che da mesi denuncia i rischi ambientali e paesaggistici di un intervento che, secondo loro, potrebbe “cambiare per sempre il volto del litorale romano”.

Il decreto di compatibilità ambientale firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin autorizza non solo la costruzione del porto, ma anche l’immersione dei materiali di dragaggio, un punto particolarmente contestato.

I comitati locali temono infatti che i lavori possano avere ripercussioni gravi su aree protette come la Macchia Grande di Focene, Isola Sacra, il lago di Traiano e le Secche di Tor Paterno, tutte comprese nella rete Natura 2000, il sistema europeo per la tutela della biodiversità.

“Lo chiamano sviluppo, ma è solo un altro passo verso la distruzione del nostro mare – denuncia David Di Bianco, portavoce del Comitato Tavoli del Porto –. In nome del Giubileo e del PNRR si stanno sacrificando ecosistemi unici e il futuro delle comunità locali”.

Le richieste dei cittadini erano chiare: riqualificare l’area del vecchio faro e del porto storico con progetti sostenibili, spazi culturali e percorsi naturalistici.

Ma il decreto ministeriale va in tutt’altra direzione: apre la strada a una trasformazione turistica imponente, che nei prossimi anni ridisegnerà il volto del mare di Fiumicino.

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