Villa Pamphili, è scontro politico dopo il caso Trofimova: la Lega chiede videosorveglianza

Il presidente del Municipio, Elio Tomassetti: "Ridurre i femminicidi a una questione di telecamere è fuorviante"

Telecamere sì o no? Dopo il tragico ritrovamento dei corpi di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda a Villa Pamphili, si accende il dibattito politico nel XII Municipio.

La proposta della Lega di installare un sistema di videosorveglianza è stata bocciata dalla maggioranza di centrosinistra, che ha risposto con un piano centrato su educazione e cultura.

Il risultato? Uno scontro frontale tra chi chiede controllo e deterrenza e chi parla di origini profonde della violenza, da combattere con strumenti diversi dalle sole telecamere.

La proposta della Lega: più controlli, più sicurezza

La videosorveglianza è un deterrente all’illegalità e risponde alla percezione crescente d’insicurezza dei cittadini”, ha dichiarato Picone, che torna a puntare il dito contro la giunta guidata dal minisindaco Elio Tomassetti (Pd).

Secondo la Lega, l’amministrazione avrebbe ignorato opportunità di finanziamento, come i fondi regionali, ministeriali e quelli previsti per il Giubileo 2025.

Il gruppo consiliare ha presentato anche un mini-dossier, in cui denuncia che il XII Municipio non ha mai partecipato a bandi per impianti di sicurezza, al contrario di altri municipi romani che hanno ottenuto fondi fino a 150mila euro ciascuno.

Picone avverte: “Entro il 27 luglio si possono ancora presentare progetti, ma temiamo che questa occasione andrà sprecata. Intanto i cittadini continuano a segnalare episodi di vandalismo e degrado a Monteverde, Bravetta-Pisana, parco Tantucci, piazza Forlanini e persino a via Ettore Rolli, a Trastevere.

immagine di repertorio

La replica del Pd: “Non bastano le telecamere”

Di segno opposto la linea del Partito Democratico, che ha bocciato l’atto della Lega e approvato un ordine del giorno dal taglio più ampio. “La sicurezza, soprattutto quella delle donne, non può essere affrontata solo con misure emergenziali o tecnologiche”, si legge nel testo promosso dalla presidente della Commissione Pari Opportunità, Silvia Tomassetti.

La giunta municipale è stata quindi impegnata a lavorare su progetti educativi nelle scuole e con le associazioni del territorio, oltre a chiedere fondi statali per iniziative di prevenzione della violenza e del degrado urbano.

Tomassetti: “Il vero problema non è la villa”

Il presidente del Municipio, Elio Tomassetti, ha risposto con fermezza alle critiche: “Ridurre i femminicidi a una questione di telecamere è fuorviante. Villa Pamphili è enorme, non possiamo pensare di videosorvegliarla tutta. E non dimentichiamo: Anastasia e Andromeda non sono state uccise lì, ma portate lì dopo. L’assassino era già stato fermato diverse volte in pieno centro città, non a Monteverde”.

Tomassetti sottolinea che il parco è già oggetto di interventi di riqualificazione: “Stiamo recuperando casali abbandonati, sistemando recinzioni, cancelli e sentieri, anche se la competenza è del Dipartimento Tutela Ambientale. Il vero nodo è un altro: perché Kaufmann, già autore di una truffa da 830mila euro al Ministero della Cultura, è rimasto a piede libero così a lungo?

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