Categorie: Sociale e Handicap
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11 milioni dal nuovo Piano Regolatore Sociale dell’VIII municipio

Intervista all'assessore alle politiche sociali e sanitarie del Municipio VIII, Romano Amato

Romano AmatoE’ stato approvato venerdì 19 il nuovo Piano Regolatore Sociale (PRS) del Municipio VIII – documento di programmazione triennale sulle linee d’azione e i progetti specifici nell’ambito del sistema cittadino dei servizi e degli interventi sociali. Il tanto atteso documento dell’amministrazione Lorenzotti ha una sola parola d’ordine: qualità. Il filo conduttore dell’intero documento, infatti, è il recupero, la riaffermazione e la valorizzazione della persona, a partire dai suoi bisogni. Mentre un ruolo tutto particolare è riservato ai giovani e all’integrazione, due peculiarità dei territori del Municipio che hanno un peso enorme sulla vivibilità. L’VIII delle Torri è infatti il Municipio con più giovani ma, fatalmente, quello con il più basso tasso di istruzione. Allo stesso modo nei quartieri dell’VIII c’è un gran numero di stranieri ma, anche qui, il livello di integrazione è molto contenuto.

Ne abbiamo parlato con l’Assessore alle politiche sociali e sanitarie del Municipio VIII, Romano Amato.

Assessore Amato, nello sviluppo del nuovo Piano Regolatore Sociale su cosa avete puntato principalmente?

Stiamo puntando sulla riaffermazione della centralità della persona, e per far questo abbiamo cambiato completamente strategia: non annullando ciò che è stato fatto in passato, ma integrandolo e razionalizzandolo.

Cosa mancava alle precedenti politiche di centrosinistra?

Mancava assolutamente la programmazione. Lo dimostrano le cifre: negli ultimi quattro anni, ad esempio, nell’ambito del sanitario gli assistiti non sono cambiati, ma le liste d’attesa sono cresciute praticamente del doppio. Noi vogliamo assolutamente uscire da questo clima di emergenza.

In che modo?

Innanzitutto con l’anagrafe dei bisogni. Affidare, cioè, ad un istituto di analisi e di ricerca il compito di mappare quali sono le esigenze attuali e future dei cittadini di questo municipio; in modo quindi da prevenire le richieste di domani, oltre che rispondere a quelle di oggi. Puntiamo fortemente sulla qualità del servizio. Mettere la persona al centro significa privilegiare la qualità, proponendo allo stesso tempo metodi che abbattano i costi.

Quando pensa si possano riscontrare i primi risultati?

Questo piano verrà ogni anno aggiornato e rielaborato. Credo dunque che già l’anno prossimo potremmo tirare le prime conclusioni.

Assessore, entriamo nel vivo e parliamo di integrazione. Ci sono zone dell’VIII Municipio in cui la percentuale di stranieri residenti (regolari e non) quasi supera quella degli italiani, e questo provoca un diffuso senso di insicurezza tra le persone che vi abitano. Come intendete muovervi in questo ambito?

Sull’integrazione abbiamo destinato due nuovi progetti nel nuovo PRS, proprio perché ci sembrava carente l’offerta della precedente amministrazione. Intanto un percorso di mediazione interculturale che si rivolge alle scuole dell’obbligo, che secondo noi è fondamentale affinché i bambini crescano e diventino ragazzi sani, senza nutrire sentimenti di odio. Poi un’educazione per giovani e adulti – questo il secondo progetto – rivolto non soltanto alle persone di differente nazionalità, ma anche ai nostri connazionali.

Il problema dell’integrazione è solo uno dei nodi cruciali dei quartieri dell’VIII: dal punto di vista della vivibilità, qual’è la situazione?

Qui il problema è che il nostro territorio è stato per anni una colonia di cemento. Noi stiamo intervenendo su dei quartieri costruiti in maniera disordinata, al livello di edilizia quanto di urbanistica. E questo ha delle forti ripercussioni in ambito sociale. Faccio un esempio: nella nostra zona ci sono solo quattro istituti superiori e uno studente, per entrare a scuola alle otto e un quarto, prende l’auto verso le sette; quindi mediamente perde tre ore al giorno per strada. Questo è solo un piccolo aspetto, ma che influisce significativamente sulla qualità degli studi e anche sul progressivo abbandono scolastico.

I giovani – dato che ha introdotto il tema – sono una larga fetta della popolazione dell’VIII, come intendete affrontarlo?

Noi siamo il Municipio più giovane di Roma, e questa peculiarità non è stata affatto rispettata. L’anagrafe dei bisogni e l’osservatorio sociale di cui abbiamo parlato si rivolge a tutti, ma privilegia le prospettive di sviluppo dei giovani, specialmente in ambito lavorativo, ed è qui che accanto alla centralità della persona vogliamo riaffermare la centralità del lavoro. Ci saranno una serie di accordi quadro e di interventi per formare nuove figure professionali e per dare a tanti giovani delle nuove possibilità. Abbiamo progetti mirati come lo spazio interculturale e l’educazione permanente dei giovani che si legano non solo alle scuole ma anche a contesti di disagio adolescenziale.

Stiamo parlando di quartieri che mostrano ancora difficoltà legate all’ambito giovanile…

Sì. Noi abbiamo la più alta percentuale di abbandono scolastico fra i giovani, e la più bassa percentuale di diplomati. Stiamo agendo su un territorio che ha – purtroppo – gli indicatori sociali più bassi dell’intero panorama romano, e questa è una realtà molto impegnativa con la quale confrontarci.

Qual è, invece, la situazione delle risorse economiche?

Le risorse economiche, in generale, non sono tantissime. Il nostro Municipio quest’anno riceverà 11 milioni di euro da destinare al sociale, ma nel termine di due anni questa cifra dovrà più che raddoppiare.

Possiamo prenderlo come un impegno?

Senz’altro! Se questo Municipio ha la peggiore qualità della vita negli ultimi sette anni – dalla ricerca annuale che il Censis conduce – significa che evidentemente qualcuno non ha investito le risorse umane ed economiche necessarie affinché questo non succedesse. Questa tendenza deve essere invertita e deve iniziare un’opera di riequilibrio nella politica romana, dove questo Municipio vuole essere protagonista.

Come ha reagito l’opposizione alla presentazione del piano?

L’opposizione ha votato a favore del PRS. Il fatto poi che non abbia presentato neppure un emendamento è un’accettazione anche dei contenuti. Evidentemente si sono resi conto che quanto fatto non era stato sufficiente: non per colpe specifiche, ma è certo che sul sociale, negli ultimi anni, c’è stata un’attenzione calante. Io sono comunque convinto che questo impegno vedrà coinvolte maggioranza e opposizione.

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