”Distributori bloccano film, pronti ad annullare tutta la stagione estiva dal Nord al Sud Italia”

La denuncia di Il Piccolo Cinema America di Roma, il Laboratorio di Quartiere Giambellino Lorenteggio – Scendi c’è il Cinema di Milano, Il FurgonCinema delle aree terremotate del Centro Italia e La Guarimba della Calabria
Redazione - 9 Giugno 2020

Il Piccolo Cinema America di Roma, il Laboratorio di Quartiere Giambellino Lorenteggio – Scendi c’è il Cinema di Milano, Il FurgonCinema delle aree terremotate del Centro Italia e La Guarimba della Calabria denunciano pubblicamente che le più importanti case di distribuzione italiane, tra cui 01 di proprietà RAI, stanno effettuando un “blocco” sul mercato al fine di costringere gli organizzatori a rendere i loro eventi a pagamento per i cittadini.

“L’Anica, associazione di categoria di distributori e produttori cinematografici, presieduta dall’ex sindaco di Roma ed ex Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli – dichiara Valerio Carocci del Piccolo Cinema America di Roma – da più di due anni dà indicazioni scritte ai distributori italiani e alle agenzie estere di non concedere film per proiezioni a ingresso gratuito sul territorio italiano, nonostante queste riguardino esclusivamente titoli che hanno già concluso il loro periodo di sfruttamento commerciale in sala e già presenti in chiaro in TV, PayTv, Streaming e DVD.

I nostri eventi – continua Carocci – sono gratuiti per chi ne fruisce, ma non per l’industria cinematografica, alla quale abbiamo sempre pagato le concessioni a proiettare.  Di fatto, noi – con i nostri partner e sponsor – offriamo il biglietto al pubblico, ma quel biglietto viene pagato all’industria cinematografica. Quest’anno con le altre realtà abbiamo richiesto 263 film differenti, ottenendo 235 risposte negative”.

“Non proiettando opere presenti in sale e arene a pagamento – prosegue Lorenzo Montesi Pettinelli del FurgonCinema, che porta i film nelle aree terremotate del sisma – non è possibile accettare l’idea che la fruizione gratuita sia concorrenziale con quella a pagamento, per non parlare dei contesti dove il cinema non arriva più”. “Rivendichiamo il nostro lavoro, portato avanti spesso a titolo volontario, come un servizio pubblico che rende possibile l’accesso alla cultura a ogni cittadino, di ogni ceto sociale in qualunque territorio – continua Fabrizia Parini del Laboratorio di Quartiere Giambellino Lorenteggio di Milano – proiettando quei film, nel nostro piccolo, siamo convinti di dare nuovo valore di mercato a opere datate o indipendenti, le riportiamo sul grande schermo e contribuiamo a creare un’educazione cinematografica”.

“Detto in altre parole – aggiunge Giulio Vita de “La Guarimba” di Amantea in Calabria – contribuiamo anche agli interessi di quelle lobby che oggi ci fanno la guerra, ma che non hanno (o non vogliono avere) la lungimiranza di capire che non siamo noi il problema dello svuotamento delle sale cinematografiche. Anzi, con noi il pubblico riscopre la bellezza della visione collettiva del cinema sul grande schermo, esce di casa, vive e apprezza la differenza rispetto allo streaming”.

“L’industria cinematografica più che osteggiarci dovrebbe sostenerci – dichiarano gli organizzatori assieme – siamo per lei, a costo zero, la sua più grande campagna promozionale. Se ogni restrizione circa l’autorizzazione di opere audiovisive in tutti gli eventi gratuiti d’Italia non verrà immediatamente ritirata – concludono – dichiariamo da subito di essere costretti ad annullare le nostre manifestazioni”.

Così concludono i firmatari della denuncia: Valerio Giuseppe Carocci, Piccolo Cinema America di Roma, Fabrizia Parini, Laboratorio di Quartiere Giambellino Lorenteggio, Scendi c’è il Cinema di Milano, Lorenzo Montesi Pettinelli, FurgonCinema delle aree terremotate del Centro Italia, Giulio Vita, La Guarimba della Calabria.


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