Categorie: Cronaca

5 decessi nelle carceri del laziali, è una strage

La denuncia è del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni

E’ stato trovato dai suoi compagni privo di vita, poco prima delle 8, all’interno della sua cella nel carcere di Regina Coeli. Il referto medico parla di arresto cardiaco, ma sarà l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria ad accertare le cause della morte di Alberto B., detenuto 54enne da poco più di due mesi recluso nel carcere romano.

 A segnalare il decesso, avvenuto martedì 14 ottobre, il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, che denuncia: "Dall’inizio dell’anno siamo ormai arrivati a 15 morti nelle carceri del Lazio (14 detenuti e un agente di polizia penitenziaria). Sei sono stati i suicidi (compreso l’agente), quattro i decessi per malattia, cinque quelli da accertare o non accertati. I decessi sono avvenuti a Regina Coeli (quattro), Rebibbia(cinque), Viterbo (tre), Velletri e Frosinone.

Alberto B., separato e con due figli, era arrivato a Regina Coeli l’11 agosto scorso per scontare una condanna in primo grado a un anno e 4 mesi di reclusione per un tentato furto all’interno di una cantina: l’uomo stava cercando materiali ferrosi da rivendere.

Secondo le testimonianze dei parenti che questa mattina, con un avvocato, hanno avuto un lungo incontro con il direttore dal carcere alla presenza degli operatori e del Garante, nei due mesi di detenzione Alberto era dimagrito molto e ai colloqui settimanali appariva sempre più affaticato e confuso al punto tale che la sorella aveva chiesto, ed ottenuto, di effettuare anche dei colloqui straordinari. Negli ultimi tempi l’uomo era sottoposto a regime di sorveglianza accentuata per problemi di convivenza con gli altri detenuti.

"In un mese, dal 13 settembre ad oggi- sottolinea Marroni- abbiamo registrato quattro decessi, tre dei quali per cause da accertare. Un’accelerazione drammatica che conferma i dati allarmanti diffusi solo due giorni fa dal ministro della Giustizia Alfano e che segnala come, ormai, nel sistema penitenziario qualcosa non funziona più".

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