

Si tornerà ai tempi del famigerato campo con i relativi reati connessi? La risposta al nuovo sindaco Marino
Erano passate da poco le 14,30 di venerdì 21 giugno 2013 quando un incubo si riaffacciava tornando ad angustiare un discreto numero di collianiensi. Una torreggiante colonna di fumo plumbeo si alzava dall’area dove sorgeva il famigerato campo “nomadi” di via della Martora, ricordato per lo spaccio di droga, per essere rifugio e base di partenza di ladri di appartamenti, questuanti, scippatori nonché luogo di raccolta e trasformazione di metalli – in prevalenza rame – rubato e ricavato da pneumatici e cavi elettrici. Un campo che una parte politica aveva guardato per decenni con occhi molto benevoli, e quell’altra parte politica che, subentrata, aveva sgomberato.
Levatasi la nube graveolente, i primi ad essere appestati sono stati come sempre gli avamposti meridionali del quartiere, i fabbricati di via Umberto Calosso e via Fausto Gullo, i cui abitanti già provati da decenni di vessazioni, mai si sarebbero aspettati un simile temibile ritorno. Il fatto però non è nuovo poiché è quasi una settimana che, nelle ore notturne, il pestilenziale puzzo di gomma e plastica bruciate è tornato a farsi avvertire, come è stato pure segnalato un gruppo di irregolari indaffarati intorno a via della Martora. Lì avrebbero già messo in piedi un nuovo piccolo campo.
Si tratterebbe dei “nomadi” che a causa di conflitti interetnici, hanno lasciato l’insediamento di Castel Romano, villaggio attrezzato del IX municipio alle porte di Pomezia, per rioccupare l’area dell’ex campo abusivo di via della Martora sgomberato dall’allora sindaco Alemanno nel 2010.
E’ bene ricordarlo, la vasta zona, con il suo numeroso e … storico ammasso di baracche, ha riempito le cronache e tormentato per decenni i quartieri circostanti con danni impossibili da valutare per le sue sfaccettature. Alla fine, come sempre avviene, nell’impossibile conto dei danni al privato come al pubblico, rimane quella grande area violentata, una volta destinata a verde pubblico e dopo l’occupazione disperatamente inquinata, che non tornerà più nello stato primitivo a dispetto di oltre un milione di euro usciti dalle tasche dei contribuenti.
In questa lunga e tormentata vicenda si cela però un’incongruenza: c’è chi contemporaneamente continua sia a criticare gli sgomberi “ad oltranza” praticati all’epoca di Alemanno sindaco, sia a disapprovare i disastri ambientali prodotti dai campi di irregolari (trascuriamo di considerare quello che accade intorno quelli regolari), sul danaro pubblico dissipato, infine rivendicando il “diritto di tutti i cittadini”, non facendo distinzione tra quelli che vivono onestamente, che contribuiscono con il loro onesto lavoro, nell’ossequio delle leggi e dei regolamenti della società “civile”, al benessere comune e al rispetto e salvaguardia dell’ambiente, e quelli che fanno il contrario …
Ora i collianiensi sono in grande apprensione: si tornerà ai tempi del famigerato campo della Martora con tutto il corollario di reati connessi?
La risposta al nuovo sindaco Marino e alla sua nuova Giunta.
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