Abusava della cuginetta di 12 anni, la Cassazione spalanca le porte del carcere a un 50enne

L'uomo, ospite in casa con la compagna, sfruttava la parentela per molestare la ragazzina. A tradirlo definitivamente è stata la prontezza della vittima, che ha filmato gli abusi con lo smartphone durante un viaggio in auto

Ha trasformato la parentela in un passpartout per l’orrore, violando l’intimità domestica e la fiducia di chi gli aveva aperto le porte di casa.

Un cinquantenne italiano è finito dietro le sbarre dopo che gli investigatori della IV Sezione della Squadra Mobile di Roma hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di violenza sessuale continuata su minore, dopo il sigillo definitivo apposto dalla Corte di Cassazione.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, ha fatto luce su una storia di abusi sistematici consumati tra le mura domestiche e al riparo da sguardi indiscreti, ai danni di una ragazzina di appena dodici anni.

La trappola dell’ospitalità e la stanzetta violata

Tutto ha inizio nello scorso mese di aprile, quando la giovane vittima trova il coraggio di confidare ai genitori l’incubo che stava vivendo in silenzio.

Le indagini hanno permesso di ricostruire il contesto di profonda manipolazione in cui maturavano gli abusi:

L’accoglienza in casa: Le violenze avevano preso il via nell’estate del 2025, quando l’uomo — cugino del padre della dodicenne — si era stabilito temporaneamente nell’appartamento della famiglia insieme alla propria partner.

Il pretesto della buonanotte: Approfittando della consuetudine della convivenza, l’indagato si sfilava dalla zona giorno per intrufolarsi nella camera da letto della minore. Con la scusa di un saluto affettuoso, tratteneva la ragazzina nella stanza imponendole toccamenti e palpeggiamenti indesiderati.

Il coraggio della dodicenne: il video girato in auto incastra l’orco

Il perimetro delle molestie non si esauriva tra le pareti dell’abitazione, ma si estendeva anche ai momenti di svago e agli spostamenti fuori città.

Proprio durante uno di questi viaggi verso la località di villeggiatura, l’uomo ha azionato nuovamente le sue attenzioni morbose nell’abitacolo dell’auto.

Questa volta, tuttavia, la dodicenne ha reagito con una presenza di spirito straordinaria: impugnato con discrezione il proprio cellulare, la ragazzina è riuscita a registrare un filmato nitido degli abusi.

Quel video, consegnato agli inquirenti della Polizia di Stato, è diventato la prova regina, un tassello inconfutabile che ha blindato l’intero impianto accusatorio della Procura.

Verdetto definitivo: per il cinquantenne si spalancano le porte di Regina Coeli

Il materiale probatorio e il quadro di gravità indiziaria hanno retto a tutti i gradi di giudizio cautelare.

Dopo la pronuncia del Tribunale del Riesame, anche la Suprema Corte di Cassazione ha rigettato le argomentazioni della difesa, giudicando concreto e permanente il pericolo di reiterazione del reato.

Per il cinquantenne è scattato il definitivo arresto e il successivo trasferimento nel carcere capitolino di Regina Coeli.

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