Categorie: Cronaca
Municipi:

Abusi edilizi nella villa di De Rossi

L'accusa: interventi senza permessi. Il giocatore: non sapevo nulla. Al centro dell'inchiesta una veranda spostata di alcuni metri all'Infernetto

Una veranda abusiva nella sua villa all’Infernetto. Per questo ieri lunedì 14 Marzo 2011 è finito davanti ai giudici il centrocampista della Roma, Daniele De Rossi, imputato insieme alla ex moglie Tamara Pisnoli per aver spostato di qualche metro la struttura. Dal derby al Tribunale, uno strano day-after della stracittadina per uno dei simboli giallorossi. E a trascinarlo in tribunale un presunto abuso edilizio.

L’accusa è stata avanzata dai vigili urbani: per loro quei lavori sono irregolari. Berretto di lana in testa e occhiali da sole, camuffato per non farsi riconoscere anche se invano, ieri il campione del mondo, difeso dal professor Franco Coppi e dall’avvocato Francesca Coppi, ha testimoniato davanti alla corte monocratica  sostenendo, in pratica, di non saperne nulla. "Non ho seguito io il cantiere", ha detto il calciatore. Secondo le consulenze presentate dai difensori di De Rossi e da quello della ex moglie, Cesare Placanica, quando la villa fu acquistata, i costruttori avrebbero dato il via libera ad alcune modifiche: prima fra tutte, appunto, la veranda. Dissero che non c’erano problemi a spostare di qualche metro la struttura. Cosa che, hanno spiegato gli avvocati, era successa anche per le ville vicine. Ma i vigili non sono d’accordo.

Dopo la testimonianza del campione, l’udienza è stata aggiornata ad aprile. E, nemmeno il tempo di uscire dall’aula che, "Capitan Futuro", nonostante i tentativi di passare inosservato, è stato riconosciuto e fermato dai tifosi che gli hanno voluto stringere la mano, chiesto autografi e che hanno scherzato sul derby vinto domenica dalla Roma. Dagli abusi accertati e ora a dibattimento, a quelli ancora da accertare.

Continua, intanto, l’indagine della procura e della guardia di Finanza sui condoni. Sui rapporti tra Gemma e il Campidoglio con particolare attenzione al sistema di rilevazione aerea "Vista" che, secondo l’accusa, permetteva uno spostamento di fondi tra le varie società del gruppo Rubeo (su cui indaga il pm Sergio Colaiocco), sul fallimento delle società oggi tutte in amministrazione controllata, fascicolo di cui si occupa Perla Lori e, soprattutto, sugli accesi abusivi al sistema informatico dell’ufficio condoni. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Nicola Maiorano oggi dovrebbero fare il punto. In questi giorni sono state esaminate le cinquemila pratiche acquisite e i magistrati dovrebbero, a questo punto e dopo una prima ricognizione, decidere come procedere. 

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