

I funerali a Centocelle venerdì 19 settembre
Se n’è andato all’improvviso, a pochi mesi dai suoi 69 anni, lasciando dietro di sé un vuoto profondo. Marco D’Emilia, volto storico della Cgil romana, è stato stroncato da un attacco cardiaco.
Una notizia che ha colpito duramente chi lo ha conosciuto: colleghi, compagni di lotta, istituzioni, lavoratrici e lavoratori che negli anni hanno trovato in lui un punto di riferimento insostituibile.
D’Emilia era molto più di un sindacalista. Era un uomo capace di ascoltare e di dare forza alle fragilità altrui, un dirigente appassionato che, con voce pacata ma decisa, non ha mai smesso di battersi per i diritti del personale scolastico di Roma Capitale.
Per lui ogni battaglia non era mai una questione di numeri o di contratti, ma di dignità.
«La sua improvvisa scomparsa ci addolora profondamente – ha detto Natale Di Cola, segretario della Cgil Roma e Lazio –. Marco era un compagno che aveva i lavoratori nel cuore e che resta nei loro cuori. Con lui perdiamo non solo un dirigente capace, ma una persona gentile, determinata e attenta a formare le nuove generazioni».
Un ricordo condiviso anche dall’assessora alla Scuola e al Lavoro di Roma, Claudia Pratelli, che lo ha definito «un interlocutore appassionato e leale, con cui ho stretto un rapporto di sincero rispetto e stima. Abbiamo condiviso idee e grandi sfide, sempre orientati dal desiderio di migliorare la vita dei lavoratori e rendere più giusta la nostra città».
Il cordoglio ha attraversato anche l’Aula Giulio Cesare, dove il gruppo di Sinistra Civica Ecologista ha voluto sottolineare come D’Emilia fosse «una figura di riferimento per molti dipendenti e un interlocutore attento e stimato, che ha saputo portare avanti istanze significative anche per la crescita dell’ente».
A sintetizzare il suo percorso, il segretario del Pd Roma, Enzo Foschi, ha scritto parole semplici e toccanti: «Sei stato un compagno straordinario, un sindacalista capace e un dirigente di partito umile e appassionato. Un uomo raro, fuori moda, che ha vissuto il suo impegno come un servizio per aiutare gli indifesi e i più deboli».
Marco D’Emilia lascia in eredità la sua voce, il suo esempio e un insegnamento che resterà vivo a lungo: il sindacato non è fatto solo di contrattazioni, ma soprattutto di persone.
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