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Addio a Scarpelli. Scompare un grande scrittore della commedia italiana

Poche ore fa la notizia della scomparsa, avvenuta durante la notte del 27 aprile di Furio Scarpelli scrittore e sceneggiatore della commedia italiana.

Figlio di Filiberto Scarpelli, celebre fondatore del giornale umoristico romano ‘Il travaso delle idee’, ha affinato nel tempo il proprio talento per il disegno e la scrittura satirica, iniziando, già prima della guerra, a lavorare come illustratore per alcune riviste di satira. Durante gli anni del boom economico il giovane Scarpelli firmò uno dei primi successi di Totò; diventò presto il padre della cosiddetta commedia all’italiana il cui inizio fu con ‘I soliti ignoti’ del 1958, e ‘La grande guerra’ del 1959, di Mario Monicelli, ancora nel grande periodo d’oro lavorò a ‘I compagni, sempre di Monicelli del 1963, ‘I mostri’ di Dino Risi, 1963, ‘Sedotta e abbandonata’ di Germi, del 1964, ‘Il buono, il brutto, il cattivo’ per Sergio Leone del 1966. E la fine con ‘C’eravamo tanto amati’ del 1974, e ‘La terrazza del 1980, entrambi di Ettore Scola, lavorando in questo modo per i maggiori registi italiani del tempo.

Durante la sua carriera approda al Centro Sperimentale di Cinematografia dove Scarpelli insegna per anni.

Oggi Furio Scarpelli, può essere considerato a tutti gli effetti uno dei più straordinari manipolatori della lingua (si pensi al dittico burlesco di Monicelli ‘L’armata Brancaleone’ e ‘Brancaleone alle crociate’), ma anche il più intelligente occhio del cinema italiano, dal dopoguerra sino al primo decennio del 2000.

Un saluto da tutto il mondo istituzionale. “Con Furio Scarpelli scompare un protagonista della nostra cultura che ha saputo magistralmente unire la cultura popolare e l’arte del grande cinema – lo afferma in una nota Cecilia D’Elia, Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma – I suoi lavori artistici sono da sempre nel cuore di tutti gli italiani. Penso che non possa esserci orgoglio più grande per un artista. Le sue sceneggiature hanno dato vita a pellicole rimaste storiche nel cinema internazionale ma che hanno anche segnato la storia culturale del nostro paese. Famosa la sua generosità intellettuale e umana con la quale sapeva guidare e incoraggiare i giovani autori e registi italiani. Se ne va un artista che ha contribuito a narrare e a formare il carattere umano e sociale di un’intera comunità nazionale”.

Giulio Pelonzi, vicepresidente della Commissione Sport e Cultura del Comune di Roma chiede al Sindaco Alemanno di intitolare una strada al maestro "affinché il suo ricordo viva nel futuro della sua città”. “Con Furio Scarpelli -dichiara – ci saluta una delle figure più importanti della storia del cinema italiano e della città di Roma. Sagace osservatore sapeva raccontare nelle sue sceneggiature il popolo italiano".

Un saluto da tutti coloro che hanno sorriso guardando un suo film.

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