Addio, Davide Silvestrini

Si è spento il sorriso del popolare edicolante di viale Alessandrino
Silvano Bartocci - 7 Novembre 2020

Il beato John Donne esortava a non domandare per chi suona la campana perché siccome nessun uomo è  una isola, la campana suona anche per noi perché una parte di noi se ne va con con chi muore. A maggior ragione ci rendiamo conto del vuoto che lascia  una persona come Davide Silvestrini che per molti anni ci salutava, ci porgeva il giornale e non si sottraeva ad un apprezzamento, un commento  sulla situazione del paese o su una notizia o un fondo di un quotidiano.

Si stabiliva così un rapporto particolare, complice, quasi amicale, quale che fosse l’appartenenza del cliente, lettore de Il Fatto, del Corriere della sera o del Messaggero.

Ora da molti mesi, Davide malato, l’edicola sul viale Alessandrino, accanto al vialetto dei cipressi del civico 544, è  chiusa. Si deve andare altrove per il giornale, la ricarica del cellulare o semplicemente per un biglietto per la metropolitana o il tram ma ovunque si vada non si troverà il viso amico e sorridente di Davide. Il sabato e la domenica non ci si ritroverà sul piazzale dell’edicola per il rito del giornale, delle quattro chiacchiere con gli amici e magari quattro passi per prendere un caffè.

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Una edicola è qualcosa di  più di un punto vendita perché vende notizie, cultura, saperi, esperienze altrui e, se gestita come ben sapeva Davide, anche luogo di ritrovo e incontro.

Sarà difficile colmare il vuoto che Davide lascia e il dispiacere, dati i tempi, di non averlo potuto salutare con le persone a Lui care nella Parrocchia di San Giustino e sarà sempre ricordato ogni volta che si guarderà verso l’edicola o qualcuno porgerà un giornale.

Buon viaggio Davide, mancherai a tanti.


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