

Artisti di fama internazionale esporranno nel 2007 all'Ara Pacis alla Garbatella e a Piazza del Popolo
Il prossimo 11 maggio prenderà il via la prima edizione di “Enel contemporanea”, un progetto di arte pubblica con cui la società di produzione di energia elettrica fa il suo ingresso nel mondo dell’arte contemporanea. Di che si tratta esattamente? Di una serie di opere realizzate ogni anno da artisti di fama internazionale ed esposte in periodi diversi in tre luoghi diversi della città.
Lo strano connubio di arte ed energia ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, mediante il linguaggio dell’arte contemporanea, sul tema dell’utilizzo dell’energia quale fonte “sostenibile e rinnovabile”.
Questa prima edizione, a cura di Francesco Bonami, già curatore della biennale di Venezia 2003, promossa dall’Enel in collaborazione con il Campidoglio, prevede tre interventi pensati per la città di Roma e realizzati da altrettanti artisti: l’inglese Angela Bulloch, il danese Jeppe Ein e l’italiano Patrick Tuttofuoco.
Sarà proprio l’artista inglese, dall’11 al 25 maggio, ad inaugurare la rassegna con un installazione all’Ara Pacis; seguirà, dal 5 al 19 giugno, l’esposizione dell’opera di Jeppe Hein in piazza Damiano Sauli, alla Garbatella. Chiuderà la rassegna, dal 18 ottobre al 4 novembre, un intervento di Patrick Tuttofuoco in piazza del Popolo.
Da quanto finora è dato sapere l’installazione della Bulloch consisterà in un pallone aerostatico di 5 metri di diametro e 15,70 di circonferenza collocato sul tetto dell’Ara Pacis, in prossimità dell’altare, quasi oggetto sacrificale posto ad onorare la storia del monumento.
Se la scelta dei tre luoghi, sotto il profilo artistico, vuole essere paradigmatica (la città classica, quella moderna e quella contemporanea), ci si dimentica, con la solita disinvoltura, che elementi di architettura moderna e contemporanea (Meier sta anche a Tor Tre Teste) sono presenti anche nelle periferie della città, a nord come a sud. Il Comune di Roma, anche stavolta, ha perso l’occasione per caricare di ulteriore significato una iniziativa (sicuramente interessante) e tradurre in fatti i tanti proclami sulla valorizzazione delle periferie. Confidiamo in un “ravvedimento” per la rassegna dell’anno prossimo. Ma è necessario che anche i Municipi avanzino le loro proposte.
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