Al Vittoriano il ricordo di Auschwitz–Birkenau

Bondi: “un piccolo contributo alla conoscenza di quella grande tragedia che ha toccato l'umanità”
di Patrizia Miracco - 27 Gennaio 2010

Inaugurata martedì 26 gennaio, al Complesso del Vittoriano, la mostra ‘Auschwitz-Birkenau’. La mostra parte nella X Giornata della Memoria, in ricordo del 65° Anniversario della Liberazione, 27 gennaio del 1945, giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz.

Nella memoria della Shoah questo 2010 è sicuramente un anno importante, perché è il 70° anniversario dell’apertura del campo di concentramento di Auschwitz e il 65° della liberazione del complesso di Auschwitz-Birkenau.

Attraverso le testimonianze presenti alla mostra arriva l’orrore, che ha sconvolto la storia di intere nazioni e ha lasciato tanto dolore. Questo monito è ora utile per riconoscere i primi segni di intolleranza e per impedirne lo sviluppo.

Presenti all’inaugurazione di ‘Auschwitz–Birkenau’: il Premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel, che ha vissuto in quei campi di concentramento e che lì ha perso la madre; il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini; il sottosegretario, Gianni Letta; il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ed il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Per il ministro Bondi la mostra è “un piccolo contributo alla conoscenza di quella grande tragedia che ha toccato l’umanità”.

L’esposizione si divide in sette sezioni tematiche cronologiche che partono dal 1933, da uno studio particolare sulla realizzazione di Auschwitz, voluto da Himmler il 27 aprile 1940, come campo di concentramento per oppositori politici polacchi, e prosegue fino ad arrivare al 27 gennaio 1945.

In una di queste sezioni viene analizzato il ruolo di Auschwitz-Birkenau per eliminare gli ebrei in Europa, dall’iniziale deportazione fino alle metodologie e tecniche della messa a morte: camere a gas, crematori per la bruciatura dei cadaveri, il lavoro del Sonderkommando, la spoliazione dei beni.

Sono in mostra per la prima volta in particolare documenti nazisti inediti o mai presentati in Italia. La crudeltà di immagini e testimonianze, i diari, le lettere e gli oggetti rimasti chiusi negli archivi per tanti anni e che ora raccontano la conseguenza terribile delle leggi razziali sono i grandi testimoni di una delle più grandi tragedie dell’umanità.

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La mostra è presente nella Sala Zanardelli, ingresso Ara Coeli, ed è aperta al pubblico dal 28 gennaio al 21 marzo 2010 ad ingresso gratuito.

Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 – 18.30; venerdì, sabato e domenica 9.30 – 19.30. Per informazioni tel. 06/69202049.


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