Categorie: Mostre
Municipi: ,

Al Vittoriano la mostra antologica di Remo Bianco

100 opere dell’artista esposte nella Gipsoteca fino al 15 gennaio

Al Vittoriano, presso la Gipsoteca, è in corso di svolgimento la mostra antologica “Al di là dell’oro”, che rende omaggio al maestro Remo Bianco, scomparso nel 1988.
La mostra, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il patrocinio del Comune di Roma, è stata realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale  Romano. Iniziata l’8 dicembre sarà aperta al pubblico fino al 15 gennaio.


L’esposizione presenta oltre 100 opere che appartengono a quasi tutti i suoi cicli creativi, concentrandosi soprattutto sui Tridimensionali, i Collages, e i Tableaux dorés.


Artista dal talento poliedrico, Remo Bianco inizia come garzone nel laboratorio di de Pisis, frequentato da Soffici, Savinio, Montale, de Sica, per diventare poi uno dei più grandi artisti italiani contemporanei.  La sua capacità di esprimersi attraverso le più disparate forme espressive appare, ai più, straordinaria: dai suoi primi dipinti degli anni Quaranta, che mostrano come l’artista abbia appreso le lezioni di Cèzanne, Picasso e Roualt, fino all’ultimo ciclo, quello dell’Arte elementare degli anni Settanta, passando per le esperienze dell’ Arte Nucleare, l’Arte Improntale e le Sculture Viventi.


La sua ricerca si rivela come un continuo desiderio narrativo, un insopprimibile bisogno di far sapere, di testimoniare, prima di tutto a se stesso, ciò che avviene in ogni istante di vita prima che l’attimo vada perduto per sempre. E così per Bianco ogni oggetto, anche il più insignificante  (un mozzicone, il braccio di una bambola, la carta di un cioccolatino) acquista una posizione primaria che gli vale l’attenzione del mondo.


La mia natura – diceva infatti l’artista – è una specie di negozio per le vendite al minuto, mi concentro piuttosto sul frammento, o per natura o per mancanza di mezzi.


Il percorso della mostra si articola tra i primi lavori di pittura Spaziale (carte o tele su cui si liberano pennellate, segni e macchie di colore) e Nucleare (opere realizzate con smalti e colle che creano suggestivi effetti erosivi); gli Assemblage (grandi pezzi di stoffa su tela o su carta disposti con equilibrio geometrico) e i Collages (superfici che l’artista dipinge e poi ritaglia e ricompone come tessere di un mosaico).


Accanto a queste opere quelle che maggiormente hanno contribuito alla sua fama, vale a dire i Tableaux dorés e i Tridimensionali. I primi, trenta esemplari che raggiungono anche i tre metri di lunghezza e due di altezza, sono il frutto di una ricerca iniziata nel 1957 e praticamente mai interrotta. I secondi appartengono a quella serie di opere che l’artista chiama semplicemente 3D, figure geometriche disegnate su pannelli plastici sovrapposti che, dopo gli anni Cinquanta,  diverranno via via  pannelli di legno, metallo, plexiglas sagomati, colorati e sovrapposti. Con questi ultimi lavori Bianco anticipa i Teatrini dell’amico Fontana inaugurando una strada che altri artisti seguiranno presto.      


A completare il percorso la serie di lavori che sottolineano la passione dell’artista per gli oggetti inutili, trascurabili, i materiali di scarto, consunti e dimenticati. Ecco quindi le Appropriazioni, poster su cui stende quadrati d’oro; le Sculture neve, oggetti che chiude in teche e che spolvera di neve, le Bandiere, decorate con foglia d’oro che fa sventolare nei luoghi più disparati e fotografie che manipola con colori e segni; i Pacchettini-Testimonianze, accumuli di piccoli oggetti, ricordi infinitesimali, tutti minuziosamente imbustati (come nel bellissimo film Ogni cosa è illuminata). 

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento