Alfabeto Bonino

Presentato alla Galleria Colonna il saggio di Emma Bonino e Cristina Sivieri Tagliabue

Le parole chiave di Emma Bonino: questo è “Alfabeto Bonino”, un saggio scritto da Emma Bonino e Cristina Sivieri Tagliabue. Tutte le parole più importanti della sua storia politica, ma anche della sua vita personale. Perché non c’è solo la politica radicale Bonino, nelle pagine del libro: c’è anche la persona Emma.

Il libro è stato presentato alla Galleria Colonna il 18 marzo 2010. Insieme alle due autrici c’era Concita De Gregorio, direttrice dell’Unità.
Impossibile non parlare dell’attualità politica, ma è possibile farlo partendo dal libro. La De Gregorio, infatti, sceglie come spunto la lettera L di legalità. Parola importante, questa, per la Bonino: lo dice chiaramente. È una di quelle parole che si porta dietro da sempre, e che negli ultimi giorni si è rivelata fondamentale. Perché, dice la candidata, in questi giorni si è reso evidente come in Italia esista un problema di legalità: il nostro non è più un paese di diritti e doveri, di regole, ma di favori. Questa cosa va cambiata, perché la legalità è argomento più concreto di quanto si sospetti: è la legalità a favorire l’occupazione, ad aiutare le imprese, a ‘guarire’ la sanità, a difendere l’ambiente.

L come legalità, dunque, e T come trasparenza. Questi i due termini intorno ai quali gira tutta la presentazione. Quando si esercita un potere, spiega la Bonino, certi paletti aiutano. «Se l’istituzione diventa una casa di vetro», dice, questo aiuta l’onestà, aiuta la nuova cittadinanza.

Ancora: R come radicale, perché Concita De Gregorio le domanda senza giri di parole se l’essere radicale possa essere stata una scelta sbagliata, in questa campagna elettorale. La Bonino risponde di no: sarebbe stato inutile nasconderlo, e non avrebbe saputo essere diversa da com’è. Né la spaventa il rapporto con il voto cattolico. «Questa idea del voto cattolico», spiega, «è una specie di evergreen di tutte le campagne elettorali, torna puntualmente. Io lo trovo poco rispettoso per i cattolici, io non credo che i cattolici siano un pacco voti spostabile». Anzi: la Bonino sottolinea come molte battaglie vinte in questo paese siano state vinte anche proprio con il sostegno dei cattolici.

L come libertà, non come licenza. Concita De Gregorio chiede a Emma Bonino un parere sulla manifestazione di sabato del Pdl. E la Bonino risponde: afferma di non conoscere libertà che non sia senza regole, che non sia senza leggi, che non preveda la libertà dell’altro, e quindi qualcuno deve scrivere una norma che poi va rispettata. Stiamo parlando di libertà o di licenza, quindi? Cominciano entrambe per L, però non sono la stessa cosa, conclude.

Ma non c’è solo la politica, nel libro. Cristina Sivieri Tagliabue racconta di aver passato tanto tempo a cercare negli archivi la ‘persona’ Emma, non solo la politica Emma. E di aver trovato cose sorprendenti.
Ad esempio, la Bonino ama ballare. Ama il Boogie-boogie. La Sivieri Tagliabue ha scoperto che da giovane la Bonino andò in una tv a ballare tutta agghindata («sembravo Wanda Osiris», annuisce Emma, lì accanto) per raccogliere finanziamenti per i radicali. C’è il rapporto con la madre cattolica, nel libro. E c’è anche la grande confidenza che la Bonino ha con la sua solitudine. Lei stessa spiega di aver imparato ad avere piacere a stare da sé, con sé, senza sentirsi sola, e cercare la socialità scegliendo chi frequentare. Ma è stata una conquista lunga e faticosa.

Due Emma Bonino, quindi, si intrecciano nel libro: la politica che ha attraversato gli ultimi decenni della storia italiana, e la persona, con la sua quotidianità, le sue storie, le sue passioni. Ma in fondo sono solo la metà conosciuta e la metà sconosciuta di una stessa donna.

 

“Alfabeto Bonino” di Emma Bonino; Bompiani, Milano, 2010, pag. 156, euro 14,00

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