

Vannisanti: a rischio il sistema di protezione sociale per anziani, genitori, adolescenti e disabili, causa mancanza fondi
Potrebbe crollare il sistema di protezione sociale a supporto di anziani, genitori, adolescenti e disabili se non vengono immediatamente ripristinati dal Comune di Roma i fondi economici. E’ quanto emerge da un comunicato stampa dell’assessore alle politiche sociali del Municipio Roma 6 Antonio Vannisanti che qui di seguito riportiamo.
"Le scelte e i segnali, fin qui mandati, di Alemanno e la sua Giunta sui servizi sociali rischiano di produrre una lacerazione in quel sistema sociale di comunità che in questi anni si è costruito .
Roma è stata la prima città insieme ai diciannove municipi ad avviare la costruzione del Piano regolatore sociale. Cittadini, utenti dei servizi, associazioni, parrocchie, volontariato, cooperative sociali, organizzazioni sindacali, cittadini operatori, hanno preso parte alla costruzione del Piano. Tutto questo ha sviluppato una rete che ha portato a processi di integrazione dei servizi sociali con la sanità, con i servizi dell’accoglienza e dell’abitare, di quelli dell’infanzia e dell’adolescenza. Gli investimenti sono passati da 230 milioni di euro del 2001 agli oltre 300 milioni di euro del 2007 e le persone assistite sono più di 250.000 .Questa è Roma .Una città che ha costruito un sistema dei servizi in cui nessuno restasse escluso. Un sistema che cresce non solo nei numeri ma anche nella qualità. Questa città si è dotata di una Sala Operativa Sociale aperta 24 ore su 24 con 10 unità mobili. Punto di riferimento per migliaia di romani che chiamano per segnalare situazioni di disagio.
Con il Pony della Solidarietà più 10 mila persone anziane sole hanno potuto contare su un sostegno .
Sono nati 11 Centri di sollievo per i malati di Alzheimer, 24 Centri diurni che assistono oltre 1.200 anziani.
La rete dei servizi di accoglienza per le persone in condizione di povertà è arrivata ad accogliere oltre 4.000 persone.
Si è intervenuti sugli insediamenti abusivi nati nella città e dare accoglienza dignitosa alle persone che vi trovavano rifugio.
Circa 65 milioni di euro, sono stati impiegati per migliorare e aumentare l’assistenza, per dare opportunità di inclusione sociale alle persone con disabilità assistendo più di 6000 persone.. Un incremento altrettanto importante c’è stato dal punto di vista delle residenze: arrivando alle 50 strutture per 360 utenti del 2007. Sono aumentati i Centri diurni che sono passati da 6 con 73 utenti del 2001 a 10 con 221 utenti del 2007. Oltre 1.600 persone disabili hanno usufruito dei soggiorni estivi. Ma soprattutto si è lavorato per inserire i bambini disabili nelle scuole ognuno dei quali ha potuto avere un progetto educativo integrato.
Sono state aperte 46 nuove residenze per 125 cittadini con disagio mentale.
Roma assiste in diversi servizi che vanno dei centri diurni alle case famiglia, dai centri di accoglienza ai centri di sostegno alla genitorialità, dai servizi di sostegno all’affido a quelli di contrasto alla mendicità infantile circa 37.000 bambini ed adolescenti.
Roma ha chiuso, nel rispetto della legge, i vecchi istituti per minori e aperto 110 case famiglia. Nei Municipi romani ci sono 50 Centri di aggregazione e socializzazione per l’adolescenza.
Più di 2000 bambini rom frequentano le nostre scuole e con il progetto “Dopo le medie, io continuo”, si sostengono i ragazzi che dopo le medie si iscrivono alle Superiori.
E poi i progetti per le donne vittime della tratta con case di fuga e di accoglienza.
I servizi di contrasto alle dipendenze patologiche : una Comunità di riabilitazione residenziale , due comunità di pronta accoglienza residenziale; sei centri diurni di pronta accoglienza; tre centri notturni; un servizio di pronto intervento; un Centro residenziale di reinserimento.
I servizi nati con la Legge 285: centri di aggregazione giovanili , servizi di sostegno alla genitorialità, ludoteche , che rischiano di chiudere perché il Comune di Roma non si assume nessun impegno, a differenza di quanto fatto con le precedenti amministrazioni, di anticipare i Fondi Nazionali previsti. Così come rischiano di chiudere tutte quelle cooperative che in questi anni hanno contribuito a far crescere la rete sociale della città e che oggi per un blocco assurdo e pretestuoso dei fondi rischiano di crollare così come si rischia di mettere in ginocchio i tanti lavoratori di questo settore.
Questo descrive una piccola parte del grande lavoro di questi anni, è una schematica mappa per orientarsi in un territorio vasto ricco di opportunità, risposte, relazioni sociali. Un sistema di reti per la costruzione di una coesione sociale, per un inclusione profonda perché nessuno resti solo.
Roma ha investito su politiche sociali perché ha investito su se stessa, si è scelto di non dare facili risposte di un assistenzialismo fine a se stesso.
E’ stata promossa l’idea di un sistema sociale comunitario, fondato sulla governance locale, la cittadinanza sociale, la qualità sociale, la sussidiarietà.
Ora rischiamo di tornare indietro, si vuole smantellare un sistema tagliando servizi, si bloccano pretestuosamente gli impegni già presi dai Municipi.
Ma il timore è soprattutto un altro ed è quello che si voglia smantellare quel processo di inclusione , di tutela sociale per tornare ad un sistema di monetizzazione della risposta sociale fuori da un progetto di sviluppo e crescita della persona
Ma per chi in questi anni non ha ritenuto uno spreco impegnare i fondi municipali per i soggiorni anziani, per i centri di contrasto alla mendicità, per l’aumento dei posti letto per i senza dimora, per i corsi di teatro per i ragazzi disabili, tutto ciò rappresenta indignazione e allo stesso tempo impegno perché non si arretri di un millimetro nella costruzione di quel processo di crescita della comunità romana a cui tutti noi apparteniamo indipendentemente dal nostro stato di salute, della nostra età , dal paese da cui proveniamo e dalle nostre condizione economica.
Perché se qualcuno resta solo lo sono un po’ anche tutti gli altri. "
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