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All’ombra degli alberi perduti: l’Appio Claudio tra rassegnazione e attesa

Il Dipartimento Ambiente avvia il taglio d'urgenza: nel mirino 6 Populus nigra e 8 Robinie. Perizie tecniche segnalano carie e funghi

Il silenzio del viale viene interrotto dal rumore secco delle motoseghe. Succede ancora una volta all’Appio Claudio, uno dei quartieri storicamente più attenti al proprio patrimonio verde.

Il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale ha avviato l’abbattimento di 14 alberi, un intervento che si inserisce nel più ampio piano di gestione del verde urbano e che riaccende, seppur con toni più sommessi rispetto al passato, il dibattito tra residenti e istituzioni.

Gli alberi interessati sono sei pioppi neri (Populus nigra) e otto robinie (Robinia pseudoacacia). L’operazione è stata affidata a una ditta specializzata, sotto la supervisione dei tecnici comunali, che hanno certificato lo stato di degrado delle piante.

Secondo le relazioni tecniche, gli esemplari presentavano gravi compromissioni strutturali, con estese carie al colletto e al fusto, parti di secco esposto e segni evidenti di marcescenza interna.

Particolarmente significativa, spiegano dal Dipartimento, la presenza di carpofori fungini lungo tronchi e branche principali: un indicatore che segnala il deterioramento del legno dall’interno e un conseguente rischio di cedimenti improvvisi.

Una condizione che, in un’area frequentata quotidianamente da pedoni, famiglie e ciclisti, ha portato alla decisione di procedere con l’abbattimento per motivi di sicurezza pubblica.

immagine di repertorio

Per l’Appio Claudio non è la prima volta. Negli anni il quartiere ha già vissuto stagioni di forte conflittualità attorno alla gestione del verde.

Resta nella memoria collettiva la vicenda di via Giulio Agricola, quando la protesta dei residenti riuscì a fermare la realizzazione di un parcheggio interrato che avrebbe comportato la perdita di numerosi platani. Una battaglia vinta, ma che lasciò comunque segni evidenti nel tessuto urbano.

Ancora più recente è la storia dei pini di viale Appio Claudio, a lungo considerati un simbolo del quartiere e progressivamente abbattuti a causa di problemi di stabilità e dell’attacco della Toumeyella parvicornis, la cocciniglia tartaruga che ha colpito duramente il patrimonio arboreo romano. In quei casi le proteste furono accese, con assemblee pubbliche e prese di posizione nette da parte dei cittadini.

Oggi il clima sembra cambiato. Di fronte all’abbattimento di pioppi e robinie, prevale una reazione più composta, segnata da una diffusa rassegnazione.

Molti residenti riconoscono la necessità di intervenire su alberi malati e potenzialmente pericolosi, soprattutto dopo i recenti episodi di maltempo che hanno causato crolli e danni in diverse zone della città.

Resta però aperta la questione del dopo. Il Regolamento del Verde di Roma Capitale prevede la ripiantumazione degli alberi abbattuti entro un anno, ma tra gli abitanti del quartiere cresce il timore che alle motoseghe non seguano nuovi impianti adeguati o che le giovani piante vengano lasciate senza manutenzione, trasformando gli spazi verdi in vuoti urbani.

Ancora una volta, all’Appio Claudio, il tema del verde si muove su un equilibrio delicato: tra esigenze di sicurezza, tutela ambientale e identità del quartiere.

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