

Il 7 settembre negli uffici della vicepresidenza del Consiglio comunale
Si è svolto, la mattina del 7 settembre, presso gli uffici della vicepresidenza del Consiglio comunale, un incontro in merito al trasferimento di lavoratori, tra i vertici Telecom e Tim per i rapporti con le Istituzioni ed alcuni esponeti di Alleanza nazionale: il coordinatore regionale Francesco Aracri, il presidente della Federazione romana Vincenzo Piso, del capogruppo in Campidoglio Sergio Marchi, il vicepresidente del Consiglio comunale Fabio Sabbatani Schiuma.
"Con questa iniziativa – hanno dichiarato in una nota gli esponenti di An – Alleanza Nazionale vuole tutelare i lavoratori Telecom e Tim e difendere il peso e l´immagine di Roma anche come realtà aziendale e produttiva. I rappresentanti dell’azienda ci hanno garantito, come hanno già spiegato ad altre Istituzioni, che non ci sarà depauperamento in termini di migliaia di posti di lavoro, bensì di cifre molto più marginali, riducibili a poche centinaia, con scelte volontarie e riguardanti per lo più il fenomeno del pendolarismo. E´ certo che non vi sarà un indebolimento dell´indotto e dei livelli di investimento e quindi l´azienda non intaccherà negativamente il territorio romano e laziale".
"Abbiamo anche sollecitato chiarezza per il futuro sul piano industriale, al fine di garantire l´occupazione e la dignità dei lavoratori. Fermo restando che si tratta di scelte di un´azienda privatizzata ai tempi dei governi della sinistra – proseguono nella nota Aracri, Piso, Marchi e Schiuma – intendiamo ricoprire un ruolo di forte vigilanza nei confronti di un polo aziendale la cui rete è tra le più tecnologicamente avanzate d´Europa. E´ importante che a Roma resti poi la sede dei rapporti istituzionali e che nella gestione complessiva del personale venga agevolato l´ingresso di giovani e di lavoratori professionalmente qualificati, visto che il 17 per cento del loro fatturato viene investito soprattutto nell´innovazione. Abbiamo inoltre ribadito la necessità di privilegiare le università romane per i contratti con i centri di ricerca". "Un ultimo appello – concludono gli esponenti di An – lo abbiamo fatto affinché oltre all´organizzazione di concerti troppo spesso trasformati in veri e propri spot elettorali, la Telecom e la Tim promuovano i loro marchi attraverso pubblicità socialmente utile e iniziative rivolte alle periferie e alle classi economicamente disagiate".
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