Anche l’XI Municipio protagonista delle ‘affissioni selvagge’

La legge 14/2009 e il condono sulle multe per le affissioni abusive. Chi paga? I cittadini
di Mauro Carbonaro - 4 Giugno 2009

Potremmo definirla “la democrazia delle affissioni”: tutti uniti, senza divisioni, affiggendo dovunque sia possibile.

Un paradosso per descrivere e definire lo stato delle affissioni elettorali nella città di Roma ogni tornata elettorale. Una vera campagna distruttiva, che sistematicamente viene pagata dai cittadini romani e che l’ultimo “Decreto milleproroghe” ha di fatto legalizzato.

Ebbene si, il decreto, convertito nella Legge n. 14/2009, ha “condonato” tutte le violazioni amministrative in tema di affissioni abusive perpetrate dai politici nelle campagne elettorali dal 2005 ad oggi. Con l’entrata in vigore della legge, i partiti politici saranno tenuti al pagamento di una sanzione simbolica di mille euro per ogni provincia “decorata a festa” e nulla più.

Si tratta così di una beffa ulteriore per i cittadini e per i Comuni, considerando come solamente Roma, nel 2006 e nel 2008, ha dovuto pagare circa 20 milioni di euro per ripulire la città (circa 10 milioni di euro a turno elettorale).

Per constatare lo stato delle affissioni nei vari Municipi non bisogna allontanarsi più di tanto da casa propria e, nel nostro caso specifico, abbiamo considerato lo stato dell’XI Municipio al riguardo.

Passeggiando per la Cristoforo Colombo, via da sempre ad alta percorrenza molto appetibile ad ogni partito politico, si possono notare blocchi di manifesti attaccati ai muri, affissioni abusive e pile di manifesti gettati a terra da coloro che hanno poi poco diligentemente attaccato i propri.

Poche centinaia di metri di distanza e l’occhio cade subito sui manifesti incollati su muri, cassoni di vestiti usati, cassonetti dell’immondizia e cabine del gas. Arrivando così in via Mantegna, zona Tor Marancia, pile di manifesti fanno la loro desolante apparizione davanti gli occhi dei passanti, senza neanche sconvolgere più di tanto gli abitanti della zona, ormai forzatamente abituati a “scene di ordinaria politica”.

Condivisibile l’esternazione del premier Silvio Berlusconi “Roma sporca, sembra l’Africa” lo scorso fine maggio. Proprio per questa ragione, vista il suo amore professato e mai nascosto per la città eterna, vorremmo appunto chiedere lui le ragioni di questa scellerata legge condono che permetterà di perpetrare anche nei prossimi anni il gioco delle affissioni selvagge.

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