

A 107 anni dalla nascita di “Nannarella” la città di Roma la celebra in occasione della Giornata dell’8 Marzo “Festa della Donna”
Sembrerà un paradosso, ma buona parte della grande notorietà dell’attrice Anna Magnani è legata anche a una strada del quartiere Prenestino, via Raimondo Montecuccoli, a Roma. Ecco come si determinò la sorprendente proposizione che fece conoscere e apprezzare la grande attrice romana Anna Magnani, dandogli notorietà internazionale nella “settima arte,” cioè nel cinema.
Circa 70 anni fa, nel 1945 (Roma fu liberata dagli americani il 4 giugno dell’anno prima) fu la storia del cinema a rendere quella piccola via del Prenestino un luogo della memoria. Via Montecuccoli è la strada dove si girava parte del film “Roma città aperta”, lungo la quale, si svolge la scena simbolo: Anna Magnani (che interpreta Pina, una vedova con un figlio, ispirato alla figura di Teresa Gullace) corre, uscendo dall’androne del palazzo, inseguendo un camion carico di persone, arrestate dai militari tedeschi nel corso di un rastrellamento, che vengono portate via per andare verso il carcere, e tra questi c’è anche suo futuro marito Francesco, che doveva sposare a giorni, e lo vede per l’ultima volta, prima di essere falciata a morte dai mitra nazisti.
Una sequenza cinematografica che la Magnani interpreta in maniera magistrale ed è considerata, forse, la più significativa della sua grande carriera di artista, nel mondo del cinema. In via Montecuccoli, all’inizio della strada con il piazzale Prenestino, c’è un cartello che ricorda l’evento cinematografico, messo dall’Amministrazione Capitolina di Roma, nel 1995, per ricordare il 50° anniversario del capolavoro del neorealismo di Roberto Rossellini. Un film che divenne il simbolo dell’Italia dell’immediato dopoguerra, perché aveva raccontato fatti di vita realmente accaduti, e le persone s’identificarono in quella drammatica storia.
Anna Magnani esordì nel cinema nel 1934 (era nata a Roma il 7 marzo 1908), pur svolgendo nel frattempo attività in teatro di prosa e rivista. E’ considerata una delle maggiori interpreti femminili della storia e simbolo del cinema italiano, inoltre particolarmente conosciuta per essere stata, insieme ad Aldo Fabrizi e Alberto Sordi, una delle figure preminenti della romanità del XX secolo. Attrice di straordinario temperamento, fra le più sensibili e versatili, fu celebrata come un autentico mito, un talento unico, una personalità di straripante carica vitale, interpretò numerosissimi film, in oltre 35 anni di carriera, ottenendo fama mondiale, ancora oggi riconosciuta.
I riconoscimenti nazionali (tra cui cinque Nastri d’Argento) e internazionali attribuiti ad Anna Magnani sono stati molteplici e significativi, e il 21 marzo 1956 è la prima interprete italiana della storia degli Academy Awards a vincere il Premio Oscar, (il premio cinematografico più importante al mondo e il più antico) come migliore attrice protagonista, conferitole per l’interpretazione di Serafina Delle Rose, nel film “La rosa tatuata”, del 1955, con Burt Lancaster. Per lo stesso ruolo, vincerà anche un BAFTA quale attrice internazionale dell’anno e il Golden Globe per la migliore attrice in un ruolo drammatico. Analogo premio fu assegnato solo ad altri due artisti italiani: Sofia Loren, nel 1962, per il film “La ciociara” e Roberto Benigni, nel 1999, per il film “La vita è bella”.
I registi più noti dell’epoca, come Roberto Rossellini ( che ebbe una storia con la Magnani), Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Federico Fellini, Luigi Zampa, Nanni Loy, Renato Castellani, Pier Paolo Pasolini e tanti altri, anche grandi registri stranieri lavorarono con la grande attrice in film dove i personaggi interpretati dalla Magnani erano caratterizzati dal suo temperamento focoso e passionale, ma capaci anche di toccanti e imprevedibili dolcezze che le si addicevano in modo perfetto; è stata una interprete inarrivabile, come donna forte e sensibile, anche se profondamente tormentata nella sua vita privata.
Inoltre recitò con i più grandi attori del suo tempo come Aldo Fabrizi, Anthony Quinn, Anthony Franciosa, Marlon Brando, Marcello Mastroianni, Enrico Maria Salerno, Walter Chiari, e nel 1971, dopo aver recitato in teatro, nella “La lupa” con la regia di Franco Zeffirelli, si dedicò alla televisione, guardata fino a quel momento con sospetto e diffidenza. Interpreta un ciclo di tre mini-film, intitolato “Tre donne” con la regia di Alfredo Giannetti, e successivamente il film “Correva l’anno di grazia 1870,” distribuito nelle sale cinematografiche e trasmesso dopo alcuni mesi, con un altro titolo, solo “1870”, in televisione. Per una dolorosa coincidenza il film fu programmato per il 26 settembre 1973, il giorno della sua morte, e andò in onda poche ore dopo che la grande Anna era spirata.
Aveva 65 anni, il decesso avvenne presso la clinica Mater Dei, stroncata da un tumore al pancreas, diagnosticatogli poche settimane prima, assistita fino all’ultimo dal figlio Luca e Roberto Rossellini. Il 28 settembre 1973, presso la chiesa di Santa Maria sopra Minerva, si celebrarono i funerali: Roma, la sua amata città, le diede il suo ultimo e commosso saluto.
Fra le tante manifestazioni di affetto e di gratitudine nei confronti della grande attrice romana, alcune sono particolarmente significative, come quelle di Federico Fellini: “Anna Magnani ha incarnato la figura femminile che ha dato agli italiani un motivo d’orgoglio”; del grande giornalista Indro Montanelli: “Io la ringrazio soprattutto di esistere. Nessuna creatura mi ha mai dato tanto, e così generosamente, quando dà. Per fortuna non se ne accorge e non esige impossibili restituzioni”; e il poeta Giuseppe Ungaretti: “Ti ho sentito gridare Francesco dietro un camion e non ti ho più dimenticata”.
Oggi, a 107 anni dalla nascita di Anna Magnani, il ricordo di “Nannarella” è più vivo che mai, e in occasione della Giornata dell’8 Marzo “Festa della Donna”, la città di Roma celebra la grande attrice tra show, tour in tram e film, come segno tangibile di una memoria che è radicata nel cuore dei romani. Per tante persone il ricordo va certamente a via Montecuccoli, al piazzale Prenestino, al Pigneto, al Casilino, le zone care al neorealismo cinematografico e ai suoi protagonisti , ma un neorealismo tanto simile a storie avvenute, nella realtà di un mondo che è stato, ma che è ancora un pezzo di storia della città eterna.
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