

In esposizione quasi tutte le opere dell'autore fino al 25 giugno
E’ uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano che viene celebrato a Roma fino al 25 giugno. Per la prima volta nella storia quasi tutte le opere di Antonello da Messina (1431-1479) sono state riunite sotto gli stessi tetti del complesso delle Scuderie del Quirinale in via XXIV Maggio 16: grandi e celebri testimonianze d’arte come l’Annunciata, il San Sebastiano, il Cristo alla colonna, o il San Gerolamo nello studio, con cui inizia il viaggio attraverso i capolavori di Antonello, quasi a sancire la novità insita nella sua opera. Egli, infatti, oltre all’innovazione portata dal punto di vista iconografico, che vede il santo rappresentato non penitente, ma come un umanista nel suo studiolo, riassume in questa tavola le direttive del suo fare arte.
Nato e cresciuto artisticamente in un ambiente in tutto e per tutto meridionale, dimostra attenzione nei confronti di ambedue le anime più importanti del Rinascimento: l’anima del Rinascimento italiano, la sua sintesi formale, la meditazione sul volume e sull’equilibrio della prospettiva e delle proporzioni, memore della vicina lezione di Piero della Francesca; e l’anima del Rinascimento fiammingo, di cui accoglie la tecnica, l’amore per i particolari, i tipi fisici. Ma anche certe tipiche iconografie, come si può notare da alcuni dei dipinti presenti alle Scuderie del Quirinale: nelle sue Madonne, il tema degli angeli incoronanti la Vergine con il Bambino; nelle sue Crocifissioni, l’iconografia del calvario fiammingo; e anche nei suoi Ecce Homo. Sempre diversi l’un l’altro, ora sono attenti a certi particolari patetici di chiara derivazione fiamminga, ora a un’umana intimità del Cristo rappresentato in un’epoca in cui si predilige l’individualità dell’esperienza religiosa, ora, con l’inserimento della colonna, rivoluzione dal punto di vista iconografico.
Di notevole interesse anche le testimonianze della rivoluzione che Antonello portò alla ritrattistica. Alle Scuderie si ha la possibilità di notare l’evoluzione fino al ritratto di tre quarti, espressione di uno studio psicologico più accurato rispetto a quello dei fiamminghi. Pur essendo analitici dal punto di vista tecnico, rimangono meno attenti non solo all’intimità del personaggio, ma anche al volume accarezzato, e quindi formato, dalla luce.
Altri artisti fanno da cornice integrativa alle opere di Antonello: da Colantonio, suo maestro napoletano delle origini, a Jan van Eyck, rappresentante del Rinascimento fiammingo, a Giovanni Bellini, che ebbe modo di conoscere nel suo soggiorno veneziano. Particolarmente suggestivi i confronti tra le diverse Crocifissioni. Anche se d’impianto simile, si può notare in Antonello un’attenzione più mirata nei confronti del paesaggio e della natura, disegnata alla maniera fiamminga. Eppure, Bellini non passerà inosservato: la sua lezione farà schiarire la tavolozza e acquistare nuovi toni alle opere di Antonello, che, al tempo stesso, lascerà l’autentica eredità della sua arte proprio a Venezia.
Antonello da Messina, Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16
Orario: da domenica a giovedì 10.00 – 20.00, venerdì e sabato 10.00 – 22.30
Ingresso € 10 intero, € 7.50 ridotto
Per informazioni tel. 06 39967500 – www.mostraantonellodamessina.it
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