Categorie: Cinema e Tv
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Antonello Fassari incontra i ragazzi della Piranesi

Il 3 ottobre "Cesare Cesaroni" nella scuola media statale

Chi si aspettava lo zio Cesare della serie Tv I Cesaroni, sempre allegro, bonario e un po’ ruspante, è rimasto deluso. Antonello Fassari (alias Cesare Cesaroni) ha affascinato i ragazzi del corso F della Scuola Media Statale “G.B. Piranesi” per circa un’ora, parlando della storia del grande teatro italiano, da Goldoni a Eduardo De Filippo. L’incontro è avvenuto mercoledì 3 ottobre nell’Aula Magna dell’istituto. Gli studenti della Piranesi hanno una lunga tradizione teatrale alle spalle; i loro spettacoli, messi in atto ogni anno presso il teatro San Luca, sono noti nel VI Municipio e riscuotono sempre un notevole successo di pubblico. Per questa ragione le loro insegnanti organizzano spesso dibattiti con attori teatrali professionisti, che li avvicinano e li aiutano a comprendere un mondo così affascinante e misterioso. L’anno scorso i ragazzi della sezione F avevano conosciuto Maurizio Mattioli, Sabrina Ferilli e Maurizio Micheli. Questa volta è stato il turno di Fassari, affermato attore teatrale e cinematografico – ha lavorato con grandi registi, da Ronconi a Risi – ma noto al giovane pubblico come zio Cesare Cesaroni. Ed è così che se l’aspettavano i ragazzi della Piranesi, desiderosi anche di scucire all’attore qualche notizia inedita sulla seconda serie dei Cesaroni. Ma Fassari non ha potuto soddisfare la loro curiosità, “controllato a vista” da un componente della troupe. Ha però risposto con piacere alle domande che gli hanno posto gli studenti, raccontando che ha deciso di fare l’attore quando a sei anni recitava in piedi sulla sedia la poesia di Natale. O che ha sempre mantenuto distinta la sua vita privata dal lavoro “per evitare pettegolezzi”. Ma su un punto l’attore è stato chiaro: a lui il cinema italiano di oggi proprio non va giù. “Troppo smielato e finto – dice – nella commedia all’italiana di una volta non c’erano i buoni e i cattivi, erano tutti cattivi”. E a chi gli chiede se la sua romanità sia stato un limite, Fassari risponde: “Assolutamente no! La maschera romana nel cinema del dopoguerra è stata fondamentale. La sua risata era contagiosa e il dialetto comprensibile in tutta l’Italia”.

Ore 14,00: l’ora di dibattito è terminata e Fassari conclude salutando gli studenti con una provocazione: “I ragazzi dei Cesaroni sono più veri di quelli di Saturno contro”. Sarà vero? Aspettiamo di vedere la seconda serie.

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