

Malgrado la forte e civile opposizione dei cittadini residenti
Ipotesi di “modificabilità” del progetto? Neanche per sogno. Il parcheggio di scambio interrato all’Arco di Travertino, pertanto, malgrado l’opposizione dei cittadini residenti manifestata in più occasioni (da ultimo nel corso dell’incontro del 14 dicembre scorso con le autorità municipali), si farà. Il via ai lavori, che prevedono la realizzazione di 902 posti auto e una “piazza coperta” di circa 3 mila mq. sovrastante il parcheggio, verrà dato tra poche settimane.
Ciò comporterà per i prossimi tre anni (tale la durata prevista dei lavori) la costruzione di un parcheggio a raso di 450 posti auto prospiciente via Collegentilesco. Ma anche il restringimento sia della carreggiata di via Carroceto da via Passo Coresae a via dell’Arco di Travertino e la trasformazione dello stesso tratto in senso unico, sia il restringimento della carreggiata di via Collegentilesco, con il mantenimento del doppio senso di circolazione.
Facile prevedere, lamenta il Comitato Arco di Travertino in un comunicato ai cittadini, “come al termine dei lavori si verrà a creare in tutto il quartiere un considerevole aumento del traffico e dell’inquinamento dovuto al notevole aumento della capacità ricettiva dei posti auto e al restringimento delle carreggiate di alcune strade”.
Bisogna dire che le proposte dei cittadini relative alla volumetria del parcheggio, alla struttura sovrastante con l’eventuale destinazione dei locali ai servizi di quartiere (non prevista dal progetto), all’impatto con gli edifici esistenti, allo spostamento dei capolinea degli autobus durante il lungo periodo dei lavori, erano state presentate già nell’incontro di primavera tanto al Municipio IX che ai Dipartimenti competenti (mobilità e strumenti urbanistici). Anzi, in quella sede, l’assessore alla mobilità Calamante aveva perfino concordato l’apertura di un tavolo tecnico per gli approfondimenti necessari; tavolo che il Municipio IX non riusciva a convocare che una sola volta.
Ciò non ha impedito all’Amministrazione capitolina di procedere nella direzione stabilita (a priori?) e indire la gara d’appalto (aggiudicata il mese scorso).
Da segnalare che ad oggi, nessuna risposta ufficiale risulta pervenuta al Comitato Arco di Travertino.
Ci chiediamo a che serve il Regolamento del processo di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana se poi, di fatto, la voce degli stessi cittadini continua a contare così poco, specie all’indomani di una consultazione elettorale.
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