

Operazione dei carabinieri della Stazione Aventino. L'accusa è di truffa, estorsione, favoreggiamento
Avrebbe gestito come mediatrice la compravendita degli immobili Ater di Testaccio pretendendo dai malcapitati, in genere persone che già occupavano le case popolari, cifre esorbitanti (si parla di oltre 190.000 euro) e formulando gravi minacce nel caso in cui i versamenti di denaro non fossero stati effettuati.
I carabinieri della Stazione Aventino hanno arrestato il 2 dicembre 2008 C.P., 40 anni, soprannominata dagli inquirenti la Padrona di Testaccio con l’accusa di truffa, estorsione, favoreggiamento. La donna attuava la truffa con la complicità di sedicenti funzionari dell’azienda, allo stato non identificati. Per lei anche l’accusa di sfruttamento della prostituzione: secondo l’accusa infatti avrebbe anche gestito il traffico delle prostitute nel quartiere, procurando le ragazze ai clienti e pretendendo una percentuale sugli incassi.
La donna, in esecuzione della ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Maddalena Cipriani su richiesta del pm Luigi Cipolla, è stata rinchiusa nel carcere di Rebibbia.
Le denunce contro la donna risalgono allo scorso agosto e, tra gli atti di indagine, vi sono numerosissime intercettazioni di telefonate e di sms.
L’avvocato Gianluca Arrighi, difensore della donna, ha detto: «Questa mattina ho visitato in carcere la mia assistita e l’ho trovata in condizioni psicologiche preoccupanti. Sia io che i familiari temiamo possa compiere gesti sconsiderati. Le accuse formulate sono certamente gravi, ma dovranno trovare adeguati e oggettivi riscontri. Valuteremo nei prossimi giorni se impugnare l’ordinanza al Tribunale del Riesame».
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