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Workshop sull’enoturismo il 7 novembre 2025 durante la XXXIV edizione del Merano WineFestival 

Nell’ambito del Merano WineFestival si è tenuto un workshop sull’enoturismo presso l’Hotel Terme. Tra i relatori: Enrica Cotarella, responsabile marketing e pubbliche relazioni per Famiglia Cotarella SRL, Francesca Carminati, direttore editoriale del gruppo The Circle e di Wine Life & Travel Magazine.

Francesca Carminati ha esordito dicendo: “Wine Life & Travel Magazine, che ha organizzato questo talk, si occupa proprio di raccontare l’enoturismo attraverso i territori, le storie, le persone; abbiamo aggiunto la parola “Life” per raccontare la vita che c’è attorno al mondo del vino, ben oltre al solo prodotto. In realtà Wine & Travel fa parte di un progetto molto più ampio, sempre nell’ambito The Circle. Fanno parte del gruppo editoriale anche le testate Hotel & Travel Magazine e Gourmet & Travel Magazine; vogliamo raccontare l’ospitalità da tanti punti di vista, mettendo in evidenza le eccellenze e recuperare il rapporto con il pubblico attraverso il viaggio e farlo riappassionare al mondo del vino. Quindi oggi parleremo di enoturismo con Enrica Cotarella e con Marco Sutter, direttore responsabile del gruppo e ideatore nel 2018 di questo progetto, che ha trovato in The Circle Zenith Publisher la casa giusta per attuarlo e divulgarlo al grande pubblico”. 

Marco Sutter: “Il progetto nasce da un’idea nel 2018 e l’abbiamo attuata con Wine & Travel, perché ho sempre pensato che il turismo del vino fosse la svolta naturale, il prosieguo di quello che è il nostro modo di pensare. Il mercato del vino è in declino: è un momento difficile per motivi nazionali e internazionali (n.d.r.: dazi), ma io credo che puntare sull’enoturismo sia la soluzione giusta per risollevare l’intero settore. Dopo il post-Covid c’è stata la grande ascesa del turismo legato al mondo del vino. Io nel 2018 ho visto questo piccolo spiraglio e oggi siamo il primo giornale, che dedica spazio a livello mediatico. I produttori hanno capito che devono comunque pensare anche all’ospitalità alberghiera, perché così, attraverso il vino, riusciamo a far conoscere i territori e i prodotti locali.

Oggi, soprattutto le piccole cantine, devono fare questo sforzo economico, altrimenti saranno fagocitate dai grossi gruppi, ma per fare questo ci vuole la formazione, perché purtroppo noi in Italia, non abbiamo personale preparato per un pubblico colto e plurilinguistico. Insomma, cara Enrica, l’enoturismo si può considerare quasi una scienza?

Enrica Cotarella: “Sì, siamo a mio avviso ancora un po’ indietro per quanto riguarda il comparto enoturistico, nel senso che, come dicevi giustamente, c’è sempre più richiesta di persone che siano formate in questo settore specifico, anche perché oramai, bisogna andare oltre al solito giro della cantina con degustazione del vino. Oggi è importante regalare esperienze, chi viene in cantina vuole vivere un’esperienza a 360 gradi: la storia della famiglia e dell’azienda, le tecniche di produzione e i vini che si producono; devi fare in modo che, chi venga a trovarti, porti a casa un ricordo che rimanga indelebile e con il desiderio di ritornare. Tutto ciò diventa anche un volano per far conoscere il territorio e, quindi, anche i prodotti che accompagnano le degustazioni, che devono essere obbligatoriamente del territorio. È per questo che propongo anche tour d’arte a Orvieto, la degustazione dell’olio a Montecchio, a Civita di Bagnoregio, consigliando ristoranti dove poter mangiare qualcosa di tipico.

È importante creare un turismo sempre più sostenibile, che faccia sinergia tra i diversi attori e su questo, ahimè, siamo ancora un po’ lontani. Non abbiamo nulla da invidiare ai Francesi in termini di enogastronomia, ma in termini di marketing e comunicazione abbiamo veramente molto da imparare dai cugini: loro sono stati più lungimiranti di noi, sono partiti molto prima e hanno capito che la forza di una singola azienda è data dalla sinergia tra tutte le realtà che stanno su quel territorio, alcune regioni d’Italia lo stanno facendo da tanto tempo, altre regioni sono ancora un po’ indietro. È fondamentale che ci sia sinergia tra pubblico e privato: è vero anche che i tempi del privato sono molto più veloci dei tempi del pubblico, però se si riuscisse a trovare questo punto di incontro, tra questi attori, possiamo regalare a chi viene un’emozione da ricordare e portare a casa. Il ritorno alla terra, al turismo lento, al prodotto del territorio, può avvenire attraverso lo sviluppo di settori come il marketing, la comunicazione, l’accoglienza, che vedono la presenza sempre più di donne (n.d.r. per fortuna).

Le giovani generazioni hanno dato, da questo punto di vista, uno slancio importante alle aziende vinicole, perché, come ha anticipato Marco, lo sviluppo dell’enoturismo è il futuro vero di un’azienda vinicola.               L’ospitalità in cantina a 360 gradi può prevedere l’e-bike, può prevedere lo yoga, lo sport all’aria aperta; noi abbiamo anche una fattoria didattica dove lavoriamo tantissimo con le scuole dell’infanzia. Il progetto, Bike & Wine Collection è nato nel 2022, abbiamo poi l’IDM che ha creato questa figura del Bike & Wine Ambassador.

I nostri turisti provengono in massima parte dal mondo tedesco, che desiderano vivere il nostro territorio, andando in luoghi dove non si può arrivare con la macchina e neanche a piedi, perché è troppo lontano; invece, con le bike a pedalata assistita è più accessibile. Stiamo pensando a percorsi individuali o per gruppi, ma anche per ciclisti più sportivi. La formazione nell’enoturismo è fondamentale non si può improvvisare, perché è un settore in costante movimento, cambiano le normative, i gusti, le richieste.                  

Quando decidemmo di fare l’accademia ci presero per tre pazze incoscienti ad iniziare dai nostri genitori, ma siamo già al nono anno: sono 25 i ragazzi (da 19 a 30aa) che decidono ogni anno di fare un percorso accademico sul servizio di sala e sulla accoglienza. Ad oggi sono usciti quasi 200 studenti, che sono in giro per il mondo e sono gli ambasciatori del nostro territorio, perché l’accademia si trova a Castiglione in Teverina, piccolo borgo vicino a Civita di Bagnoregio; credo che il comparto vino possa dare molte opportunità ai giovani, perché i settori che ruotano attorno al vino sono davvero tanti: la comunicazione, i social, la gestione del sito web, l’accoglienza, il marketing, la creazione del marchio”.

Enrica Cotarella

Enrica Cotarella è una figura chiave nel panorama vitivinicolo italiano, co-fondatrice di Intrecci (Accademia di Alta Formazione di Sala), responsabile della creatività e delle relazioni esterne per Famiglia Cotarella Srl. Enrica, insieme alla cugina Dominga e alla sorella Marta, rappresenta la terza generazione della famiglia, azienda fondata dai padri Riccardo e Renzo.                                                                                                           

Le tre imprenditrici hanno creato la Fondazione Cotarella un’organizzazione dedicata a sensibilizzare e supportare le persone con disturbi del comportamento alimentare; il loro lavoro si concentra sull’innovazione e sulla valorizzazione del territorio, mantenendo saldi i valori e i principi della tradizione familiare.

Mario Soldati affermava: La nobiltà del vino è proprio questa: che non è mai un oggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato soltanto bevendo un bicchiere, o due o tre”. Per lui, il vino non era un semplice prodotto, ma viaggiare per conoscere la storia e le tradizioni di quel luogo; conoscere un vino significava parlare con le persone, visitare i luoghi di produzione, osservare le vigne, comprendere la conformazione del terreno, il clima, il lavoro dei viticoltori e le tecniche tramandate di generazione in generazione.

Per il grande regista il vino era un elemento vivo, frutto di un connubio tra natura e sapere umano, che meritava (e merita) di essere scoperto con pazienza e rispetto.    

Mario Soldati è stato il primo enoturista.  


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