

Il 'copia-incolla' alfanumerico sulla carta e le giustificazioni strampalate incastrano il giovane
Carte troppo lisce al tatto, una lucentezza innaturale di stampa e, soprattutto, quel dettaglio alfanumerico che avrebbe dovuto garantirne l’unicità e che invece si ripeteva identico, fotocopia dopo fotocopia, su ogni singolo pezzo.
È bastato un controllo mirato degli agenti della Sezione Volanti della Polizia di Stato lungo via Nomentana per smantellare il canale d’acquisto e spendita di un giovane falsario della Capitale.
A finire in manette con l’accusa di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate è un ventunenne romano, sorpreso a trasportare nell’abitacolo della propria vettura venti banconote da 50 euro completamente clonate, per un valore nominale di 1.000 euro cash.
A tradire il giovane è stata la classica manovra da panico. Alla vista dei colori d’istituto della volante che pattugliava il quadrante della Nomentana, l’automobilista ha improvvisamente cambiato traiettoria, inserendo la freccia e deviano la marcia verso una stradina secondaria e poco illuminata.
Un’andatura anomala che ha fatto scattare l’immediato inseguimento e l’alt da parte dei poliziotti. Bloccata la vettura, il conducente ha palesato un forte stato di agitazione, balbettando giustificazioni prive di logica e riscontri sulla ragione della sua presenza in quel punto della città. Di fronte al nervosismo crescente, gli agenti hanno perquisito l’abitacolo.
Nascosti tra le cerniere di un marsupio e di un borsello adagiati sul sedile, sono spuntati i mazzi di contanti. A insospettire gli uomini della Polizia di Stato è stato prima di tutto l’aspetto estetico delle banconote da 50 euro: troppo pulite, prive di pieghe, rigide e caratterizzate da una patina riflettente anomala.
La conferma definitiva della falsificazione è arrivata dall’esame visivo dei numeri di serie. La sequenza identificativa che per legge deve essere univoca per ciascun biglietto emesso dalla Banca Centrale Europea risultava perfettamente identica su tutte e venti le banconote. Una firma seriale grossolana che trasformava il codice di sicurezza in una prova regina della contraffazione.
L’intera somma di 1.000 euro è stata sequestrata per essere inviata ai laboratori della Banca d’Italia per gli accertamenti peritali. Per il ventunenne è scattato l’arresto, successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari.
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