Capolavoro riconosciuto del cinema mondiale, recentemente presentato al MOMA di New York,
Banditi a Orgosolo rimane a tutt’oggi un esempio straordinario di cinema della realtà, che abbatte qualsiasi barriera fra film di finzione e genere documentario, superando divisioni e pregiudizi sia di pubblico che di critica. Il film sarà proiettato domenica 28 gennaio 2007 alle ore 10 alla Sala Visioni dell’Ecomuseo del Litorale Romano per la settima giornata della prima sessione della rassegna Memoriacinema.
L’Ecomuseo del Litorale Romano si trova nell’Area dell’Impianto Idrovoro di Ostia Antica, in Via del Fosso di Dragoncello, 172 (località Longarina) nelle vicinanze di Ostia Antica e a circa 3 km da Ostia Lido.
Tutte le informazioni utili sono sul sito: www.crt-ecomuseo.it. Tel/fax 065650609; 065651764; cell. 3382074283. L’ingresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito.
Nel 1961 alla Mostra del Cinema di Venezia ci furono tre esordi d’eccezione. Debuttarono con il loro primo film di lungometraggio Pier Paolo Pasolini (con
Accattone), Ermanno Olmi (con
Il posto) e Vittorio De Seta, già noto per i suoi cortometraggi documentari girati negli anni 50.
Il suo film
Banditi a Orgosolo vinse il Premio Opera Prima, oltre a numerosi altri premi , e si impose in breve all’attenzione mondiale come opera che proponeva in modo innovativo l’approccio del cinema alla realtà contemporanea, dopo le precedenti famose esperienze italiane postbelliche.
Banditi a Orgosolo fu girato interamente sul Supramonte fra Orgosolo e Oliena e interpretato da veri pastori sardi che collaborarono con il regista per la “sceneggiatura” del film.
In quegli stessi mesi di riprese, passavano nei dintorni i veri banditi (come Graziano Mesina) che hanno reso celebre il banditismo sardo di quegli anni.
Ma De Seta non è minimamente interessato all’aspetto epico delle vicende, bensì intende ritrovare i veri motivi che sono alla base del fenomeno.
Nel film, Michele, un pastore sardo ingiustamente sospettato di furto e di omicidio, è costretto a darsi alla macchia. Nella lunga fuga attraverso zone impervie e aride, verso un pascolo isolato della Barbagia, perde tutte le pecore del suo gregge. Una notte, disperato, entra nell’ovile di un altro pastore e, sotto la minaccia delle armi, gli porta via tutte le pecore. Da quel momento Michele è un fuorilegge.
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