

L’Assemblea Capitolina ha approvato una mozione, presentata dal consigliere Dario Nanni, che impone al Comune di intervenire per eliminare le vecchie transenne gialle
A volte, camminando per le strade di Roma, sembra che il tempo si sia fermato. Ci sono luoghi in cui il passato resta intrappolato tra transenne arrugginite e barriere dimenticate, come se la città non riuscisse a chiudere davvero certi capitoli. Ma ora, dopo quasi dieci anni di attesa, uno di questi capitoli sta per essere finalmente archiviato.
I resti del cantiere della Metro C a Borghesiana, un simbolo di incuria e abbandono per un intero quartiere, saranno rimossi una volta per tutte.
L’Assemblea Capitolina ha detto basta, approvando una mozione del consigliere Dario Nanni che impone al Comune di intervenire e restituire ai cittadini spazi liberati dal degrado.
I lavori sulla tratta Lodi-Pantano della terza linea metropolitana della Capitale sono iniziati nel lontano 2007. Dopo anni di scavi e ritardi, la linea ha aperto progressivamente tra il 2014 e il 2015, con l’ultimo tratto inaugurato nel 2018 (San Giovanni-Lodi). Ma mentre i treni viaggiavano già a pieno regime, i segni del cantiere non sono mai scomparsi completamente.
In diverse zone della periferia romana – tra cui la stazione Due Leoni – Fontana Candida in via Siculiana – le vecchie barriere di delimitazione sono rimaste abbandonate, come relitti dimenticati.
Non solo un pugno nell’occhio per il decoro urbano, ma anche un problema di sicurezza: molte strutture, ormai arrugginite e pericolanti, rappresentano un rischio concreto per i cittadini.

E il caso della Metro C non è isolato. “Situazioni simili si verificano in altre zone della Capitale, come nei pressi della fermata Laurentina della Metro B”, ha sottolineato il consigliere Nanni, evidenziando come spesso i cantieri vengano chiusi senza un’adeguata bonifica delle aree coinvolte.
Ma ora la giunta Gualtieri ha preso un impegno preciso: ripulire e rimuovere i resti dei lavori nel più breve tempo possibile.
“La manutenzione e la pulizia delle aree pubbliche non possono essere un optional” ha dichiarato Nanni. “Quando un cantiere chiude, deve essere completamente smantellato e restituito alla città in condizioni decorose. È inaccettabile che zone della Capitale restino per anni in uno stato di abbandono”.
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