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Basilica di S. Giovanni in Laterano: leggende e misteri

I misteri che si celano dietro e fuori le mura della basilica di San Giovanni in Laterano sono molti. In effetti, il Laterano fu la più antica residenza del pontefice, nota come la Domus Faustae, ed è facilmente comprensibile come in tanti secoli un così importante edificio possa essersi trovato al centro di numerose leggende.
Pare che Silvestro II, il leggendario papa–mago, al termine della sua esistenza, decise di far trainare il carro che trasportava la sua bara da due buoi e diede ordine di seppellirla là dove gli animali avessero deciso di fermarsi. Con sorpresa di tutti, il carro fece esattamente il percorso del Corpus Domini, la processione che da S.Pietro si fermava alla basilica di S. Giovanni in Laterano. I due buoi si fermarono proprio alle porte della basilica, all’interno del quale Silvestro II fu sepolto. Molti secoli più tardi, nel 1648 qualcuno aprì l’arca marmorea del papa–mago che vi giaceva ancora completamente intatto. Ma al contatto con l’aria il corpo intero si dissolse in polvere.
Un altro aneddoto curioso, riguarda il nome "Laterano". Pare che Nerone non avesse simpatia per le donne e meno di tutte per sua moglie Poppea. L’imperatore voleva però un erede. Consultò saggi e medici dicendo loro che se non avessero trovato il modo di farlo partorire da solo, li avrebbe uccisi tutti. Per salvarsi, uno di loro gli fece bere una pozione stordente che conteneva una rana viva. La rana cresceva nel corpo di Nerone e l’imperatore consultò altri medici per i forti dolori che provava. Gli fecero ingerire un potente emetico. La rana uscì fuori gracidando e lui la baciò, convinto che fosse sua figlia. I Romani esclamarono: “Lata Rana! Lata Rana!” ossia rana tenuta in seno e partorita. Siccome il palazzo dell’imperatore si trovava dove ora si trova la basilica, gli ingenui cronisti medievali credettero di trovare un collegamento tra questa leggenda e il nome della costruzione.
Una storia tragica racconta che il folle papa Stefano IV volle organizzare un processo al cadavere del suo predecessore, papa Formoso, sospettato di essere diventato pontefice grazie alla fazione tedesca. Il cadavere venne così strappato al sepolcro e abbigliato con i paramenti papali e messo a sedere su un trono. Per l’avvocato difensore fu una scena agghiacciante. Dovette rimanere tutto il tempo vicino al morto, mentre questo veniva insultato e maltrattato dall’avvocato del Papa e da papa Stefano stesso. Il cadavere fu riconosciuto colpevole e condannato. Gli furono strappati i paramenti e tagliate le tre dita con cui si impartiscono le benedizioni. Fu trascinato per le strade di Roma e buttato nelle acque del Tevere. Successivamente papa Stefano fu ucciso dalla fazione rivale mentre il corpo di papa Formoso fu ripescato intatto, molto tempo dopo e riportato nel sepolcro. Sembra che le statue degli altri papi abbiano chinato la testa, riverenti.
Un altro piccolo mistero riguarda un aspetto architettonico della basilica. All’interno del Battistero, la cappella del Battista conserva antichi battenti bronzei provenienti dalle Terme di Caracalla. I battenti sono massicci e pesano più di settecento chili ognuno. Sono fatti di una misteriosa lega che unisce il bronzo con i metalli preziosi (argento e, probabilmente, anche oro). La particolarità più curiosa è rappresentata dal suono melodioso prodotto dal ruotare lentamente i cardini che, pare, abbia lasciato gradevolmente colpiti diversi papi del lontano passato di Roma.

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