

Trovati apparecchi scollegati dalla rete nazionale ADM e con schede elettroniche manomesse. Denunciata la titolare 57enne per frode informatica
Macchinette per il gioco d’azzardo accese e in funzione fuori dagli orari consentiti, prive dei titoli autorizzativi necessari, del tutto invisibili al Fisco e persino con i dispositivi elettronici interni manomessi.
È quanto hanno scoperto le forze dell’ordine nel corso di un’ispezione a tutto campo scattata all’interno di una sala giochi nel quartiere Magliana.
L’operazione rientra nel quadro dei controlli straordinari interforze pianificati per contrastare il fenomeno delle scommesse clandestine e garantire il rispetto delle normative sull’esercizio delle sale da gioco.
L’ispezione ha interessato un locale commerciale del quadrante sud-ovest della Capitale, già finito in passato sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori.
Al momento dell’accesso nei locali, gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale (XI Gruppo Marconi), insieme ai poliziotti del Commissariato San Paolo e ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), hanno sorpreso diversi avventori intenti a giocare su cinque apparecchi attivi in una fascia oraria vietata dalle disposizioni comunali.
Gli accertamenti tecnici ed informatici eseguiti sui dispositivi hanno fatto emergere un quadro di grave irregolarità:
Assenza di autorizzazioni e codice identificativo: Le cinque slot erano prive dei titoli autorizzatori previsti dalla legge e prive del codice identificativo obbligatorio.
Disconnessione dalla rete ADM: Nessuno degli apparecchi risultava collegato alla rete telematica nazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, impedendo qualsiasi tracciamento dei flussi di denaro e delle giocate.
Manomissione hardware: Le schede elettroniche interne mostravano evidenti segni di effrazione e alterazione dei sigilli di sicurezza, una tecnica utilizzata per eludere i controlli o modificare le percentuali di vincita.
All’interno dei vani portamonete delle cinque slot machine i funzionari hanno rinvenuto circa 2.000 euro in monete, ritenuti frutto dell’attività illecita. L’intero ammontare è stato sottoposto a sequestro penale unitamente agli apparecchi e alle schede informatiche alterate.
A conclusione delle verifiche, la titolare dell’esercizio commerciale — una donna italiana di 57 anni — è stata deferita a piede libero all’Autorità Giudiziaria. Le contestazioni a suo carico riguardano le ipotesi di reato di frode informatica ed esercizio abusivo di gioco d’azzardo.
Sono tuttora in corso ulteriori indagini amministrative e fiscali per quantificare l’evasione commessa e valutare la sospensione della licenza dell’attività.
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