

Così il prefetto di Roma ha risposto alle domande sulla delocalizzazione dei campi abusivi, a partire da Casilino 900
«Nell’immediato dobbiamo garantire migliori condizioni di abitabilità portando luce e acqua ed eliminando i rifiuti accumulati negli insediamenti». Così il prefetto di Roma, Carlo Mosca, ha risposto il 14 ottobre alle domande circa il possibile sgombero dei campi nomadi abusivi, a cominciare dal Casilino 900.
«Qualunque cosa faremo – ha detto il prefetto prima di partecipare al comitato per l’ordine e la sicurezza – la porteremo avanti in un clima di continuo confronto con le associazioni e gli abitanti degli insediamenti». Parlando della situazione di Casilino 900, Mosca ha affermato di essere in stretto contatto con i rappresentanti delle famiglie che abitano lì: «Da parte loro c’è un’estrema sensibilità e disponibilità. Sono consapevoli di vivere in un territorio complesso e mi hanno garantito che lavoreranno per una migliore integrazione con il quartiere evitando, ad esempio, di dare fuoco ai pneumatici».
«Ora servono le risorse da parte del governo, – ha proseguito Mosca – perché con le sole parole si può costruire molto poco ha detto Mosca – Dobbiamo garantire migliori condizioni di vita a chi vive negli insediamenti autorizzati e a coloro che vi saranno trasferiti da quelli abusivi». Il prefetto fa riferimento a «moduli abitativi più dignitosi» e mette in luce la necessità di avviare «corsi di formazione, scolarizzazione e programmi di vaccinazione da portare avanti in sinergia con gli altri enti locali». I fondi per garantire questa attività «spero arrivino dal governo – afferma il prefetto – Noi in questi giorni stiamo cercando di quantificarne l’entità». In riferimento all’attività di censimento, Mosca ha precisato che «non è ancora concluso: mancano due insediamenti, ma speriamo di completare l’attività nei tempi previsti o al massimo con qualche giorno di ritardo».
LudovicoTodini (Pdl), membro della commissione sicurezza capitolina, ha a sua volta dichiarato: «I campi nomadi abusivi rientrano in quelle fattispecie di illegalità ereditate dalle precedenti giunte capitoline, cui oggi si deve porre rimedio con una progettualità di rottura rispetto al passato. Acqua e luce, di per sé, non risolvono nulla. La garanzia di utenze gratuite non rappresenta la via verso l’integrazione, ma rischia di innescare l’effetto contrario da parte di chi le utenze le paga. Basta dare l’immagine di una città dei balocchi ed un grande parco giochi. Occorre avviare un ragionamento complessivo su modelli praticabili e plausibili, come quello austriaco e tedesco, in grado di garantire le diverse esigenze sia dei rom che dei cittadini».
Alemanno: avvieremo il piano la settimana prossima.
«La settimana prossima faremo un incontro per fare il punto della situazione e avviare il piano per risolvere l’emergenza. Quindi saremo in grado di indicare la strada da percorrere per affrontare la situazione». Il giorno in cui scade il termine ultimo per il censimento nei campi nomadi della Capitale, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha annunciato di aver «parlato con il prefetto Mosca, commissario di governo plenipotenziario per il censimento dei nomadi». Secondo quanto riferito da Alemanno, durante il colloquio Mosca avrebbe detto «che le operazioni si stanno completando».
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.