Capannelle, la firma che non arriva riapre il caso: stagione ippica a rischio

Scaduti i termini per il contratto con la società Marsicana. Il Campidoglio valuta il subentro del secondo classificato

Quando il traguardo sembrava ormai a portata di mano, il futuro dell’ippodromo di Capannelle torna improvvisamente in bilico. A un mese dall’aggiudicazione del bando “ponte” per la gestione 2026, avvenuta il 9 gennaio scorso, la società Marsicana srl non ha ancora sottoscritto il contratto entro il termine fissato del 9 febbraio.

Un passaggio formale che, però, sostanziale lo è eccome. La mancata firma congela il previsto subentro del 15 febbraio e riapre scenari di incertezza non solo per i lavoratori dell’impianto di via Appia Nuova, ma per l’intera stagione ippica romana.

Il nodo dei 30 giorni

L’Assessorato allo Sport aveva salutato con favore l’esito del bando, indicando nella Marsicana il soggetto chiamato a raccogliere il testimone della storica Hippogroup. Ma allo scadere dei 30 giorni previsti per la stipula, l’intesa non si è formalizzata.

Il 9 febbraio rappresentava l’ultima data utile per perfezionare l’accordo. Da allora, nessuna comunicazione ufficiale.

L’assessorato guidato da Alessandro Onorato mantiene il silenzio, mentre tra operatori e addetti ai lavori cresce la preoccupazione per una vicenda che rischia di paralizzare uno degli impianti sportivi più simbolici della Capitale.

ph. Domenico Savi

Le opzioni sul tavolo

Ora il Campidoglio si trova davanti a scelte obbligate per evitare il blocco totale dell’attività.

Una prima strada potrebbe essere lo scorrimento della graduatoria, con il coinvolgimento della Caroli Global Service srl, seconda classificata nel bando per la gestione annuale 2026.

Un’altra ipotesi riguarda la gestione diretta, almeno temporanea, delle piste di allenamento. Il colonnello Giuseppe Satalia (Nuovo Galoppo Italia) ha suggerito un intervento diretto del Comune per garantire la manutenzione dei campi, oggi in condizioni critiche, e scongiurare la fuga di soci, allenatori e cavalli verso altri impianti.

Resta poi la partita più ampia del bando europeo per la gestione pluriennale, con tre operatori ancora in gara. Accelerarne l’assegnazione potrebbe rappresentare l’unica soluzione strutturale per restituire stabilità a un settore che vive da anni in equilibrio precario.

Il rischio del calendario “svuotato”

Il tempo, però, è un fattore decisivo. Senza un gestore formalmente insediato, il Ministero delle Politiche Agricole (Masaf) non può confermare le date delle corse nel calendario nazionale. Il rischio concreto è che trotto e galoppo vengano trasferiti altrove, con Firenze o Tagliacozzo pronte ad assorbire le giornate romane.

Nel frattempo, chi lavora quotidianamente a Capannelle segnala l’urgenza di interventi sulle piste di allenamento, giudicate in più punti impraticabili.

Una situazione che incide sulla sicurezza dei cavalli e sulla qualità delle prestazioni, oltre a minare la competitività dello storico ippodromo capitolino.

Così, mentre la firma attesa non arriva, il destino di Capannelle torna sospeso. E con esso un pezzo importante della tradizione sportiva romana, stretto tra incertezze amministrative e la necessità di una soluzione definitiva che non può più essere rinviata.


Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento