

La novella Maschera Romana quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di vita e tante sue “prime volte”
Sebbene i candidati sindaco ed il futuro politico ed amministrativo della Capitale siano tra gli argomenti che occupano maggior spazio in tutti i giornali e le televisioni, torniamo a parlare di quel personaggio romano, che a suo modo, si è preso la briga di tutelare e rappresentare l’Urbe, dentro e fuori il G.R.A., pur non essendone (ancora) il Sindaco.
Ebbene sì, stiamo parlando di Tiburtello, novella Maschera Romana, che quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di vita e tante sue “prime volte”…

Per la prima volta infatti questo giovane rampollo della genia dei Rugantino e Meo Patacca si è palesato in tutto il suo contemporaneo e metropolitano splendore al di fuori del “Gran Carnevale Romano” e delle iniziative ad esso connesse.
Infatti “li Direttori” della tradizionale kermesse capitolina non avevano mai accettato prima d’ora le molteplici richieste di partecipazione di Tiburtello ad altri eventi dentro o fuori Roma, dentro o fuori dal Carnevale. Solo su Facebook il nostro stimato concittadino poteva interagire liberamente con il mondo esterno e con i suoi “amichi”, quando ne aveva vaghezza…
Ma stavolta “la Direttora” Rosangela Castelli non ha potuto dire no al cortese invito pervenuto dall’Organizzazione di “Maschere Italiane a Parma”, e così si è fatta carico di mettere in piedi e curare una Spedizione che, come richiesto, rappresentasse la Capitale e la sua Regione all’interno del Raduno Nazionale delle Maschere Italiane.
Ovviamente Capitano della Spedizione è stato nominato il veemente Tiburtello, che con orgoglio ha condotto il suo manipolo di eroi, ingentilito anche da La Bella Romanina, dal Dottor Gambalunga, da Nina, insomma personaggi tra contemporanei e della tradizione, caricati dell’onere di rappresentare le nostre beltà e tipicità culturali e territoriali in terra parmense.
Anche se in formazione ridotta (per mancanza di risorse) rispetto a quanto preventivato, la delegazione ha comunque tenuto alto il nome della Capitale e della Regione Lazio, della quale si fregiava anche del Patrocinio.
Grande successo hanno riscosso i nostri prodi e la nostra Regione, accolta da tutti con affetto ed entusiasmo superiori alle aspettative.
D’altronde grande successo ha riscosso la manifestazione ospitante “Maschere Italiane a Parma”, alla sua Quinta Edizione, che ha portato per due giorni tra Parma e dintorni, in un bel fine settimana di maggio, oltre 300 maschere tra allegoriche, storiche e della Commedia dell’Arte, in rappresentanza di 12 regioni d’Italia.
Introdotte dal rullo dei tamburi della Sartiglia di Oristano e precedute ed accolte in ogni dove dalla Maschera parmigiana Al Dsèvod, le Maschere hanno raccontato se stesse, la storia e la cultura del proprio territorio di provenienza, non solo con le fogge ed i colori dei propri variegati costumi, ma anche con musiche, canzoni, racconti, siparietti da Commedia dell’Arte e, dulcis in fundo, anche con prodotti tipici.
La manifestazione ha restituito l’immagine di un’ Italia ricca di millenarie tradizioni, di territori ricchi di peculiarietà e bellezze tutte da scoprire, ricca di persone che investono il proprio tempo, le proprie risorse, i propri talenti, affinché tutto questo permanga, venga conosciuto e si tramandi.
Teatri di tutto ciò sono stati per il primo giorno il centro storico di Parma e l’Oltretorrente, il Parco Ducale, la piazza del Duomo, la sede della Camera di Commercio e per finire la splendida cornice della Crociera dell’Ospedale Vecchio, uno dei complessi monumentali più importanti della Città, dove si è svolta una particolare cena-spettacolo con circa 600 commensali, tra Maschere e cittadinanza.
Il secondo giorno, dopo essere state sottoposte ad un divertente “imbustamento”, per poter visitare uno storico prosciuttificio di Parma, tutte le Maschere sono state accolte dal Sindaco di Sala Baganza all’interno del Festival della Malvasia, allestito nel parco della bella Rocca, dove hanno pranzato e raccontato ancora di sé.
In un territorio celebre nel mondo per le sue eccellenze enogastronomiche, la ns. delegazione non ha sfigurato portando con sé alcune tipicità che sono state molto apprezzate: in terra di Parmigiano si è portata maggiore sapidità con il Pecorino Romano DOP, in terra di Malvasie si sono portati vini IGT da Malvasie dei Castelli Romani, e per finire si è condito tutto con l’oro dell’Olio evo della Sabina DOP.
Ma sicuramente la DOP più apprezzata e fotografata, da maschere e non, è stata La Bella Romanina, che invano Tiburtello ha cercato di proteggere dai tanti sguardi invaghiti e persi su quella giarrettiera “S.P.Q.R.” che balenava talvolta da sotto quel bel costume rosso.
Grande entusiasmo anche per il Dottor Gambalunga, inconfondibile sotto la sua grande parrucca da “barboncino”, che si è speso generosamente in tante visite e consulti, non disdegnando pure di dirigere i cori improvvisati dalle altre maschere…
La Nina, popolana trasteverina e fidanzata di Meo Patacca, invece si è fatta carico, in ogni contesto e con gran parlantina, di raccontare, spiegare, far conoscere le nostre Maschere ed il nostro territorio.
Tiburtello è rientrato a Roma soddisfattissimo per la bella manifestazione alla quale è stato invitato, per la calorosa accoglienza, per aver conosciuto tanti “colleghi” di tutte le parti d’Italia, per il fatto che tutti si sono prenotati per venire alla sua festa del “Gran Carnevale Romano”.
Ora serve solo un nuovo sindaco che sappia governare la Città e valorizzare anche il gran potenziale culturale, turistico ed economico che potrebbe avere il “Gran Carnevale Romano” e la rappresentatività riconosciuta delle sue Maschere, Tiburtello in primis.
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