Cartellone selvaggio. Le associazioni si rivolgono ad Alemanno

Violazione del codice della strada, pericolosità, evasione fiscale. Ne parla Fabio Depino vicecoordinatore della "Comunità Territoriale del X Municipio"
a cura di A.P. - 16 Dicembre 2009

In questi ultimi mesi c’è stata una vera e propria invasione e moltiplicazione nelle strade cittadine di "cartellone selvaggio". Impianti affissi un po’ ovunque in spregio al codice della strada e ai regolamenti che salvaguardano aree archeologiche, aree verdi e protette. Molto di questo far west pubblicitario lo si deve alla delibera n. 37 del 30 marzo 2009 con la quale il Consiglio Comunale ha modificato ed integrato il Regolamento in materia di Affissioni e Pubblicità (approvato nel 2006 dalla precedente amministrazione) che consente l’installazione di nuovi impianti fino all’adozione del “Piano Regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari”. Le associazioni cittadine Italia nostra, Vas, Rete Nuovo Municipio IV e la Comunità Territoriale del X Municipio hanno presentato giovedì 10 dicembre 2009 presso la sede di Italia Nostra in Roma nel corso di una conferenza stampa un dossier e delle richieste avanzate al Sindaco Alemanno per ripristinare a Roma le regole violate e un decente decoro urbano. Abbiamo chiesto a Fabio Depino vicecoordinatore della Comunità Territoriale del X Municipio di chiarirci il problema.

Insomma, Depino, se "cartellone selvaggio" è stato autorizzato dalla delibera del 30 marzo dove sta l’abusivismo?
L’abusivismo consiste nella mancata attuazione di quanto previsto dal Codice della Strada e da un gran numero di vincoli che tutelano una città unica e particolare come Roma. Il Comune di Roma non effettua un controllo preliminare sull’installazione dei cartelloni, per cui viene demandato al buon senso delle ditte il rispetto o meno delle normative con esiti che non esito a definire scandalosi.

Il fenomeno è cresciuto con la giunta Alemanno? E’ solo un problema di decoro o anche di sicurezza?
E’ un fenomeno che da tanti anni ormai affligge la nostra città, ma che dopo l’approvazione la scorsa primavera della delibera 37 ha avuto un’accelerazione.
Il problema non è solo di decoro ma anche di sicurezza dei cittadini e delle auto. Poco più di un anno fa un bambino è morto al Quadraro travolto da un albero sradicato da una tromba d’aria. In seguito a ciò il Comune per motivi di sicurezza ha proceduto con una campagna di potature e abbattimenti, anche discutibili, in tutta la città . Perché non ci si comporta allo stesso modo nei confronti della cartellonistica su strada? Eppure in occasione di eventi meteorologici estremi non si contano i cartelloni divelti o abbattuti.

Qual è il giro di affari che ruota attorno alla cartellonistica pubblicitaria? E’ un settore dove c’è evasione fiscale?
Questo settore è certamente uno dei più remunerativi. Per fare un esempio nel 2001 la pubblicità su una sola facciata di un cartellone di mt. 6 x 3 fruttava 50.480 € circa all’anno. Anche se i cartelloni di questa dimensione sono stati banditi anche per gli altri tipi di cartelloni gli introiti annuali delle ditte sono complessivamente stratosferici. Considerato poi che molti sono abusivi è facile ipotizzare un ampia evasione fiscale. L’assessore al Commercio del Comune di Roma ha dichiarato che all’inizio del 2009 i cartelloni pubblicitari abusivi mmontavano a circa 13.500 impianti e che dall’inizio dell’anno ne sono stati rimossi 6000. Se tale forma di evasione fosse colpita a dovere si potrebbe dare un contributo importante al risanamento dei conti pubblici.

Cosa chiedete al Sindaco Alemanno, immediatamente e a più lungo termine, per risolvere il problema? I Municipi possono fare qualcosa?
Se lo scopo principale della delibera n. 37/2009 è stato e rimane quello di aumentare gli introiti delle magre casse del Comune proponiamo allora che quanto meno la metà dei cartelloni autorizzati in applicazione del nuovo Regolamento vengano gestiti direttamente dal Comune, non rinnovando i relativi contratti alla loro naturale scadenza.
Chiediamo poi una immediata verifica di tutti gli impianti “autorizzati” fino ad oggi in forza della delibera n. 37/2009, esigendo l’immediata rimozione di tutti quelli ricadenti in aree vincolate, all’interno ed in prossimità delle quali vige il divieto assoluto di affissioni pubblicitarie prescritto dal Codice della Strada, dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e dalle leggi regionali .
Chiediamo una verifica a monte sulla effettiva legittimità (in base a tutta la normativa vigente in materia) di tutti i futuri nuovi impianti pubblicitari di cui venisse fatta richiesta d’ora in poi, se non addirittura una sospensione del procedimento fino alla adozione del “Piano regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari”;
Chiediamo, infine, di sollecitare il procedimento di redazione ed adozione di un “Piano Regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari”, che stabilisca il tetto massimo definitivo della esposizione pubblicitaria della capitale (come hanno già fatto altre capitali d’Europa), definendo inequivocabilmente le dimensioni e la posizione precisa di ogni impianto pubblicitario.
Soprattutto in sede di verifica e di controllo della situazione attuale certamente i Municipi possono attivarsi anche sollecitando l’azione della Polizia Municipale.


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