

Le Istituzioni e Roma non possono ignorare i cittadini. meno fortunati. Occorre ascoltare “il grido dei più poveri"
Il mese di novembre è caratterizzato in particolare per gli Organi Istituzionali come Governo e Parlamento per la preparazione e l’approvazione del Documento Programmatico di Bilancio (la ex – Legge Finanziaria) per il prossimo anno, richiamando l’attenzione e l’interesse dell’opinione pubblica e di tutti i mezzi di comunicazione La manovra in atto, che è composta da 154 articoli, interessa concretamente le condizioni di vita dei cittadini del nostro Paese e per molti aspetti l’andamento amministrativo degli oltre 7.800 comuni presenti in Italia.
In questo periodo, c’è anche un evento religioso significativo, con caratteristiche sociali e solidaristiche che interessano le persone fragili e meno fortunate, credenti e non credenti della nostra società, e viene celebrato il 16 novembre dal nome: la “Giornata Mondiale dei Poveri”, istituita da Papa Francesco in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia del 2015–2016.
Questa Giornata che si propone di incoraggiare innanzitutto i fedeli a opporsi alla cultura dello scarto e dello spreco, abbracciando invece la cultura dell’incontro, vuole far sì che le comunità cristiane si sentano impegnate a creare tanti momenti di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto in questa occasione, partendo dal proprio territorio dove vivono dei poveri che cercano protezione e aiuto.
“Viviamo un momento storico che non favorisce l’attenzione verso i più poveri”, sosteneva in un messaggio Papa Francesco per la “Giornata Mondiale dei Poveri“del novembre 2023, e aggiungeva: “Il volume del richiamo al benessere si alza sempre di più, mentre si mette il silenziatore alle voci di chi vive in povertà. Si tende a trascurare tutto ciò che non rientra nei modelli di vita destinati soprattutto alle generazioni più giovani, che sono le più fragili davanti al cambiamento culturale in corso. Si mette tra parentesi ciò che è spiacevole e provoca sofferenza, mentre si esaltano le qualità fisiche come se fossero la meta principale da raggiungere. La realtà virtuale prende il sopravvento sulla vita reale e avviene più facilmente che si confondano i due mondi.”
E il compianto Pontefice Francesco infine ricordava come: “I poveri diventano immagini che possono commuovere per qualche istante, ma quando si incontrano in carne ed ossa per la strada allora subentrano il fastidio e l’emarginazione. La fretta quotidiana compagna di vita impedisce di fermarsi, di soccorrere e di prendersi cura dell’altro”.
La “Giornata Mondiale dei Poveri” di quest’anno, giunta alla nona edizione, ha coinciso con la celebrazione del Giubileo dei Poveri e Papa Leone nella messa nella basilica di San Pietro ha sottolineato: “Quante povertà opprimono il nostro mondo! Sono anzitutto povertà materiali, ma vi sono anche tante situazioni morali e spirituali, che spesso riguardano i più giovani. E il dramma che in modo trasversale le attraversa tutte è la solitudine. La povertà interpella i cristiani, ma interpella anche tutti coloro che nella società hanno ruoli di responsabilità. Esorto perciò i Capi degli Stati e i Responsabili delle Nazioni ad ascoltare il grido dei più poveri”.
A chiudere la Giornata, presente il Pontefice, il pranzo nell’Aula Nervi per 1.300 poveri, così come avveniva con il suo predecessore Papa Francesco, organizzato grazie alle realtà che tutti i giorni sono al fianco degli indigenti, dai Vincenziani alla Caritas, da Sant’Egidio all’associazione francese Fratello. Quest’ultima ha organizzato un pranzo nei Giardini Vaticani e Papa Leone a sorpresa ha voluto salutare e benedire anche loro.
Ma qual è la situazione sulla povertà a Roma? Descrivere e raccontare la povertà a Roma è un compito complesso, perché esistono più letture della situazione della Capitale del nostro Paese, e utilizzando i dati ISTAT, il Rapporto annuale della Caritas, l’indagine sulla “Qualità della vita”, curata da Italia Oggi e dall’Università La Sapienza, si evidenziano le molte “facce di Roma”, ove le disuguaglianze sono presenti sotto varie forme.
Esaminando la voce: reddito e ricchezza, dove molti romani con il loro lavoro hanno fatto fare passi in avanti al reddito cittadino, si riscontra la contraddizione che il 24% dei contribuenti romani ha un reddito lordo inferiore a 10 mila euro e il 32% ha un reddito fra i 10 mila e i 26 mila euro.
I redditi medi più alti si registrano nelle zone del Centro del I e II Municipio, mentre i redditi più bassi si trovano in periferia del V e VI Municipio e Ostia (X Municipio).
In forte aumento le persone che si rivolgono alle tre mense della Caritas che ha distribuito oltre 320 mila pasti, con una richiesta di oltre il 20% in più rispetto all’anno precedente, oltre alle richieste, nei centri di ascolto parrocchiali che riguardano generi alimentari, sostegno socioassistenziale e domande di lavoro.
Inoltre, ci sono due tipi di povertà che caratterizzano anche la coesione sociale: quella educativa e quella abitativa. Sono questioni che non possono più attendere, perché occorrono risposte adeguate e urgenti.
Le Istituzioni e Roma non possono ignorare i cittadini. meno fortunati. È necessario un sussulto di volontà politica e la “Giornata Mondiale dei Poveri” ci ha invitato ad ascoltare “il grido dei più poveri”.
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