

Nelle prossime settimane sono previsti nuovi momenti di confronto e una raccolta firme cartacea, per ribadire un no deciso alla realizzazione del centro in questa zona
Venerdì 22 agosto piazza Ormea si è animata di voci, domande e preoccupazioni. I residenti di Casalotti si sono incontrati per discutere del nuovo centro di accoglienza previsto in via Boccea 590, nell’ex Collegio Serafico Internazionale di Terra Santa.
L’incontro, organizzato dai cittadini e definito non politico, ha messo in luce dubbi e timori su un progetto che già divide il quartiere.
La struttura, composta da due blocchi, potrà ospitare fino a cento persone e si troverà a pochi passi dall’IC Boccea 590 e vicino all’altro centro accoglienza del quartiere, l’Enea. Per molti abitanti, la domanda è semplice ma incisiva: “Perché Casalotti e non i Parioli? Perché un altro centro qui?”
Il dibattito in piazza ha toccato temi concreti: la saturazione del quartiere, la carenza di servizi, la difficoltà nei trasporti e, non ultimo, la vicinanza della struttura a una scuola, che ha sollevato dubbi sulla sicurezza.
Il messaggio dei residenti è chiaro: non sono contrari all’accoglienza, ma vogliono che sia scelta la posizione giusta per un progetto così importante.
La mobilitazione è già iniziata da tempo: una petizione online ha raccolto circa mille firme, accompagnata da striscioni e incontri pubblici. Ma i cittadini non si fermano qui.
Nelle prossime settimane sono previsti nuovi momenti di confronto e una raccolta firme cartacea, per ribadire un no deciso alla realizzazione del centro in questa zona.
Casalotti si prepara dunque a continuare la sua battaglia, chiedendo trasparenza e partecipazione nelle decisioni che riguardano il quartiere.
Il dibattito resta aperto e il quartiere vigile, pronto a far sentire la propria voce sulle scelte che modellano il futuro del territorio.
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