Centroanchio, in IV Municipio chiude centro educativo per disabili

Redazione - 24 Ottobre 2013

A Casal Bruciato, nel IV Municipio, chiude il Centroanchio, l’unico centro socio educativo del territorio, punto di riferimento per oltre 30 ragazzi con disabilità intellettiva.

“Dopo quasi un mese di attese – spiega in una nota il Centro – di speranze, di promesse rimaste tutte deluse; dopo un mese di lavoro non retribuito da parte degli operatori della cooperativa che gestisce il progetto, siamo arrivati all’atto finale.

Il Centroanchio chiude, senza una comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione pubblica. Una chiusura che è ben più di uno schiaffo alle famiglie che vedono messo in discussione, nella concreta vita quotidiana, il presente e il futuro dei loro figli, scippata un’idea di serenità che si cercava di coltivare.

Tante di queste famiglie hanno scelto a suo tempo insieme al servizio sociale del municipio di lasciare l’assistenza domiciliare individuale( SAISH) per aderire ad un progetto collettivo, di socializzazione, di sviluppo dell’autonomia personale e sociale. Una scelta che ha permesso in tutti questi anni all’amministrazione pubblica di risparmiare un bel po’ di soldi; ed adesso invece il rischio, la paura del ritorno a casa, senza garanzie, senza diritti.
Il Centroanchio chiude perché non ci sono soldi nelle casse del IV Municipio, perché il Comune di Roma non trasferisce i fondi necessari, perché anche le sue casse sono vuote, perché lo Stato non distribuisce le risorse necessarie ai Comuni, perché, perché , perché…nessuno si prende le proprie responsabilità, quelle che ha cercato con il voto.

Assistiamo a questa vergogna, l’ennesima di questo Paese che sta crollando socialmente, umanamente, moralmente. Assistiamo purtroppo anche al venir meno di un’idea di città, la nostra città, che vede degradare, con troppa sufficienza, le condizioni di vita di tante persone fragili, i disabili e gli anziani in primo luogo”.

Mercoledì 23 ottobre si è tenuta un’assemblea di genitori, ragazzi e operatori per programmare una mobilitazione volta a difendere l’esistenza del Centroanchio. Già da domani 24 ottobre iniziative rivolte al Municipio e al Comune di Roma cercheranno di sensibilizzare l’opinione pubblica.

“La cosa che ha colpito tutti noi nel corso dell’assemblea – conclude la nota -sono stati i sentimenti espressi in maniera chiara dai ragazzi. Rabbia, smarrimento , ma anche tradimento, rispetto a quanto era stato promesso loro nell’incontro in Campidoglio con il Vicesindaco il 7 ottobre.

A loro in primo luogo va data una risposta. E’ un dovere politico e morale a cui nessuno si può sottrarre. Noi tutti insieme, ragazzi, genitori e operatori faremo tutto quello che sarà necessario per raggiungere il risultato. Il Centroanchio deve vivere !”

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