

La testimonianza di un genitore della scuola nella quale, Anna, una bambina Rom non va pìù
Anna nel 2004 ha nove anni, è nomade ma frequenta la prima elementare perché a causa delle sue continue assenze viene ripetutamente bocciata. In quella classe si era perfettamente integrata, su consiglio delle insegnanti anche noi genitori avevamo taciuto che fosse di etnia rom. Eravamo un pò indispettiti alla proposta, ricordando l’opera di integrazione che il comune fa con questi bambini. Una delle maestre ci aveva zittito con un:” Signora non tutti sono evoluti, alcuni bambini potrebbero rifiutarla e la bambina si sentirebbe diversa!” Potevamo ribellarci alla persona alla quale affidiamo i nostri figli, noi che al ricordo della nostra maestra elementare abbiamo ancora gli occhi lucidi?
Dopo Natale, Anna, non torna più in classe e alle continue richieste sul perché, le maestre ci rispondono “è andata a trovare i nonni nella loro terra”. Quest’anno, la classe di Anna frequenta la quinta elementare e di Anna non si è saputo più niente! Perché parliamo di integrazione se poi non ci preoccupiamo di una bimba che non torna più a scuola?
Se le istituzioni si disinteressano di loro, come possiamo sperare che, con un minimo di istruzione, possano avere un futuro migliore e non siano spinti a delinquere?
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