

L'allarme al 112 indirizza gli agenti in un immobile a Roma Nord. Dallo spiraglio di una portafinestra la scoperta della serra artigianale: sequestrati un chilo e mezzo tra hashish e cannabis e oltre mille euro con la contabilità dello spaccio
Doveva essere un ordinario sopralluogo per un presunto furto in abitazione segnalato alla Sala Operativa della Questura, ma si è trasformato nella scoperta di un vero e proprio laboratorio domestico per la coltivazione e lo stoccaggio di sostanze stupefacenti.
È l’inaspettato retroscena emerso nel corso di un servizio di controllo del territorio condotto dagli agenti del XIV Distretto Primavalle e del Reparto Prevenzione Crimine in un quartiere del quadrante nord della Capitale.
A finire in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio è stata la proprietaria dell’immobile, una donna romana di 43 anni (classe ’81).
Giunti presso la palazzina indicata dalla centrale per verificare l’eventuale intrusione di svaligiatori, i poliziotti hanno iniziato l’ispezione esterna del perimetro dell’edificio. Ad attirare l’attenzione degli operatori è stata una portafinestra lasciata parzialmente socchiusa al piano terra.
Guardando attraverso lo spiraglio dell’infisso per accertare la presenza di effrazioni o di persone all’interno, gli agenti si sono trovati di fronte a uno scenario del tutto estraneo alla segnalazione iniziale: posizionate all’interno del giardino di pertinenza dell’abitazione svettavano tre rigogliose piante di marijuana, ciascuna alta circa due metri e in piena fase di fioritura.
A quel punto, il sospetto che l’appartamento nascondesse una vera e propria centrale dello spaccio ha spinto le forze dell’ordine ad estendere immediatamente gli accertamenti con una perquisizione domiciliare approfondita.
L’ispezione delle stanze ha confermato i dubbi degli investigatori, consentendo di rinvenire e porre sotto sequestro 1,5 chilogrammi complessivi di sostanza stupefacente, suddivisi tra panetti di hashish e buste di marijuana pronte per la distribuzione.
Nel corso delle operazioni sono state inoltre individuate due buste di carta contenenti oltre 1.100 euro in contanti divisi in banconote di vario taglio.
Sull’involucro erano riportati nomi di battesimo e cifre manoscritte: un dettaglio considerato dagli inquirenti come il “libro mastro” delle vendite e dei crediti legati all’attività di narco-traffico di quartiere.
Al termine degli atti di rito presso gli uffici del Distretto di Primavalle, la 43enne è stata tratta in arresto. L’Autorità Giudiziaria, al termine dell’udienza di convalida, ha convalidato l’operato della Polizia di Stato.
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