

Brindisi finale con gli artisti, le autorità del Sesto municipio e le associazioni di quartiere
Dopo un mese di esposizione presso il Centro Commerciale Primavera, sabato 5 gennaio ha chiuso la mostra di 46 presepi artigianali e di 19 quadri sulla natività.
La mostra inaugurata il 5 dicembre e coordinata da Mario Grasso, ha riscosso un grosso successo di presenze (si stimano in tutto circa 6 migliaia le visite, fra cui molti bambini) e di giudizi lusinghieri espressi anche da artisti esperti.
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Noi di “Abitare a Roma” abbiamo avuto occasione nel 15 dicembre scorso di informare on-line i lettori sulla pregevole qualità delle opere esposte, le quali se non altro hanno dimostrato la ricchezza di idee e di inventiva nel trovare le materie prime, i contenitori e le coreografie ambientali più originali da parte degli stessi autori del presepe fai-da-te.
Durante il brindisi di augurio e di ringraziamento per tutti gli attori dell’evento, al quale hanno partecipato l’assessore municipale allo Sport (Massimo Piccardi) e il presidente del Consiglio del Sesto (Gianluca Santilli), sono state consegnate, a cura del presidente dell’associazione Pro-Loco Roma 6 (M. Rosaria Papotto), delle targhe ricordo ai realizzatori delle opere esposte.
Durante il suo intervento, Piccardi, ringraziando personalmente Mario Grasso, ha tra l’altro anticipato la notizia che, probabilmente, a fine gennaio uscirà la guida turistica sui siti archeologici e storici del Sesto municipio, in collaborazione con Lega Ambiente e la stessa Pro-loco Roma 6.
Il coordinatore della mostra ha a sua volta ribadito, rivolgendosi ai rappresentanti delle istituzioni locali, che l’associazione avrebbe bisogno di trovare uno spazio al chiuso di almeno 60-100 mq. per rendere permanente le molteplici esposizioni artistiche (quadri, sculture, ceramiche, fotografie, ecc..) che si organizzano periodicamente nel quartiere di Villa De Sanctis.
Da alcuni presenti alla manifestazione sono state avanzate, inoltre, al consigliere Piccardi altre proposte d’iniziative sociali, fra cui quella di trovare in zona uno spazio di terreno pubblico per realizzare un “orto di quartiere”.
Non male come idea, riteniamo noi del giornale. Anzi, la rilanciamo da inserire nel programma per il nuovo anno. Alle istituzioni, ora, il compito di soddisfarla.
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