Categorie: Incontri e Convegni
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Chiusi i lavori del II seminario “In-sicurezza e comunicazione”

Nella sede dell'Associazione Stampa Romana, organizzato dalla Commissione Sicurezza del Comune

1- Gaetano Coppola, Marco Mossi, Pino Battaglia; 2- La sala conferenze dell’Associazione Stampa Romana

Si è conclusa martedì 21 marzo la seconda edizione del seminario “In-sicurezza e comunicazione” organizzato dalla Commissione Sicurezza del Comune di Roma in collaborazione con l’Associazione Stampa Romana. Il corso si è sviluppato in tre incontri, il 7 il 14 e il 21 marzo, dalle ore 14,30 alle 18 nella sala conferenze dell’Associazione Stampa Romana in piazza della Torretta.
Il meeting è stato rivolto ai comunicatori, essenzialmente locali, come giornalisti, addetti stampa, studiosi ed esperti di comunicazione sociale.
Organizzatore e conduttore degli incontri è stato il dottor Marco Mossi, collaboratore del Presidente della Commissione Permanente “Sicurezza e comunicazione” del Comune di Roma, che ha svolto brillantemente anche le funzioni di moderatore del dibattito.

I temi del corso si sono incentrati sul problema della sicurezza urbana e sul ruolo della comunicazione, canale fondamentale d’informazione per il cittadino. Sono stati toccati argomenti che vanno oltre le questioni di ordine pubblico, come il problema dell’allarmismo e della percezione d’insicurezza, che il cittadino recepisce attraverso i media (giornali radio e TV, nazionali e locali,) e degli stessi operatori pubblici, nonchè delle loro responsabilità. Si è aperto un interessante dibattito tra i corsisti e i relatori.

Gli esperti invitati alla tavola rotonda: la dr.ssa Natalina Vaschetti, assessore alla Provincia di Torino; il dr. Romano Bartoloni del sindacato cronisti romani; il sociologo Leonardo Carocci, responsabile dei progetti di mediazione sociale del Comune di Roma; il dr. Riccardo Bellucci , responsabile del gruppo di lavoro di comunicazione e sicurezza della Presidenza della Regione Marche; Antonio D’Alessandro, giornalista e responsabile della cooperativa sociale PARSEC; Giacomo Carioti, direttore del rotocalco televideo di Roma Uno; Iolanda Bufalini, delle pagine romane dell’Unità, Gaetano Coppola, delle pagine di Latina de Il Messaggero.

A conclusione dell’ultimo incontro il dr. Marco Mossi ha ringraziato i partecipanti con la speranza che il risultato sia stato positivo e che ci siano in futuro altre occasioni di questo genere.
C’è stato anche il saluto finale del presidente della Commissione Sicurezza l’on. Pino Battaglia, che, alla domanda di una possibile terza edizione del corso, ha scherzato: “Devo prima di tutto essere rieletto, visto che è stata un’iniziativa della mia Commissione; ciò non toglie che possa comunque continuare, attraverso la collaborazione di tutti”.

I tre incontri (gli interventi)

Il primo appuntamento, ha avuto per titolo “Sicurezza e insicurezza urbana. Il ruolo della comunicazione”. Sono intervenuti la dr.ssa Natalina Vaschetti, il Dr. Romano Bartoloni, e il sociologo Leonardo Carocci.
Tema dell’incontro: la sicurezza non è solo un problema di ordine pubblico, ma sono essenziali anche elementi come la percezione di sicurezza, le strutture sociali delle città, la trasparenza delle amministrazioni e la funzione della stampa locale.
La dr.ssa Vaschetti ha presentato una ricerca del 2003 della Provincia di Torino sul tema, in cui si evidenziava l’approccio dei tre giornali nazionali più importanti della Provincia (La Stampa, La Repubblica, Il Giornale) sul problema sicurezza, rispetto al comportamento dei giornali locali. Ha riportato poi i risultati dei forum con le forze dell’ordine, sull’importanza di propri canali informativi, e con i giornalisti, sul loro ruolo tra esigenze editoriali, scelta delle notizie, etica professionale, e la posizione degli uffici stampa che uniformano la notizia svuotando il compito del giornalista.
L’intervento di Bartoloni, si è basato sul concetto che il compito del giornalista tradizionale è finito, saturato dai moderni uffici stampa e dall’evoluzione elettronica (sms, internet, sportelli, radio e tv). Il giornalista come “cacciatore di notizie” viene rimpiazzato dai servizi innovativi degli enti locali e delle aziende.
La relazione di Carocci ha riportato le esperienze riscontrate dal suo gruppo di lavoro nelle realtà periferiche di Roma. Ribadisce l’importanza della comunicazione per le politiche di sicurezza, e quindi della stampa locale (come gli stessi giornali di quartiere), le quali devono essere improntate sui temi propri del quartiere, come l’illuminazione, la situazione dei servizi, il decoro urbano ecc. Viene denunciata la mancanza di coordinamento tra le realtà locali e di conseguenza la mancanza di comunicazione.

Il secondo appuntamento con il titolo “Radio, TV, giornali locali: i modi della comunicazione locale e la loro ricaduta nell’ambito territoriale” si è basato sul ruolo dell’informazione locale e comunicazione pubblica. I relatori dell’incontro sono stati il dr. Riccardo Bellucci, Antonio D’Alessandro e Giacomo Carioti.
Bellucci ha riportato l’analisi territoriale svolta dalla Presidenza Marche. Ha evidenziato l’esigenza per le forze dell’ordine di comunicare attraverso i propri uffici, e l’importanza della stampa locale (Corriere Adriatico, Resto del Carlino, Il Messaggero Marche), anche più incisiva delle TV. Ha riscontrato, da parte dei quotidiani, l’effetto imitativo dei fatti di cronaca nazionale, l’effetto amplificativo dalle notizie nazionali, e l’abuso delle “civette” nelle edicole (i cartelloni a grandi titoli che suscitano eccessivo allarmismo). Ha poi presentato il sito www.marchesicure.it, felice strumento della Regione per le politiche di comunicazione sulla sicurezza.
L’intervento di D’Alessandro, da sempre attivo sul tema della sicurezza urbana e l’informazione sociale, si è soffermato sulla distinzione netta tra mestiere di giornalista e il compito dell’ente locale, verso cui il primo non deve mai accondiscendere.
Carioti, riprendendo il tema affrontato da Bartoloni, ha specificato che, per migliorare l’informazione sulla sicurezza, non può essere il giornalista a collaborare con le istituzioni locali. La situazione sarebbe ancor peggiore, visto che il potere fa direttamente comunicazione, svilendo la funzione del cronista e limitando la libertà d’informazione.

Il terzo incontro ha visto come relatori, Gaetano Coppola e Iolanda Bufalini. Il titolo è stato “Comunicazione globale e comunicazione glocale”. Si è discusso principalmente del fenomeno della Free Press, ossia della stampa gratuita a vari livelli.
Coppola ha distinto tra Free Press a grande tiratura (Metro, Leggo) e Free Press di piccole dimensioni (giornali di quartiere). Nel primo caso non c’è, secondo lui, concorrenza con i grandi giornali, mentre nel secondo caso il rischio è di fare un giornalismo di scarsa qualità, in cui vige il precariato.
Per la Bufalini il fenomeno Free Press viene incontro ai lettori che non possono permettersi giornali a pagamento (immigrati), e, in contrapposizione a Bartoloni e Carioti, ha affermato che oggi, rispetto al passato, si cerca la notizia, essendo i Free Press giornali che non fanno opinione.

Hanno poi concluso poi il corso, con la distribuzione degli attestati, Marco Mossi e il presidente Battaglia.

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