

Un’impresa da 232 milioni di euro, di cui il 96% è già stato impiegato
Le luci a Cinecittà non si sono mai davvero spente. Ma oggi brillano più forti che mai. Mentre il grande Pratone di Torre Spaccata resta senza i teatri di posa inizialmente previsti, sulla storica via Tuscolana il cuore pulsante del cinema italiano batte più veloce.
Quattro teatri già operativi, altri cinque in arrivo entro il prossimo anno, e un’ambizione: riportare Cinecittà al centro della scena mondiale.
È Manuela Cacciamani, amministratrice delegata da meno di un anno, a dare l’annuncio che sa di traguardo – e di partenza:
“Abbiamo raggiunto tutti i target del PNRR fissati per giugno 2025, e siamo in anticipo su quelli del 2026. Ma soprattutto stiamo restituendo a Cinecittà il ruolo che merita: quello di casa del grande cinema”.
Il Teatro 7 è stato ricostruito. Il Teatro 19 demolito e fatto rinascere da zero. I teatri 20 e 22 ristrutturati. E tra un anno, il Teatro 22 sarà uno dei più grandi d’Europa.
Un investimento colossale, da 232 milioni di euro, di cui il 96% è già stato attivato, con gare, appalti e cantieri che corrono veloci. Tutto entro la grande scadenza: il 90° anniversario degli Studios nel 2026.
Ma questa non è solo una storia di cemento e coperture insonorizzate. È il racconto di un ritorno. Di una fabbrica dei sogni che torna ad attirare produzioni internazionali, grandi registi, troupe da tutto il mondo. Una rinascita che profuma di ciak e futuro.
“È stato un lavoro di squadra enorme – racconta Cacciamani – ma oggi Cinecittà è finalmente pronta ad accogliere film, serie, documentari e spot in modo moderno, efficiente e competitivo. Dalla sceneggiatura alla post-produzione”.
E le novità non finiscono qui. In arrivo c’è una nuova piscina per le riprese in acqua, ristrutturata su oltre 2.000 metri quadrati, già usata per pellicole leggendarie. E poi un nuovo set all’aperto permanente, perfetto per eventi cinematografici spettacolari. Ciliegina sulla torta: una sala cinematografica da 550 posti, dotata delle tecnologie più avanzate, pronta a ospitare anteprime, festival e kermesse.
Anche la memoria trova spazio in questo futuro scintillante. Grazie al PNRR, Cinecittà sta digitalizzando 13.000 rulli e oltre un milione e mezzo di fotografie dell’Archivio Luce. Un tesoro del Novecento che sarà finalmente accessibile e salvaguardato.
Certo, rispetto al progetto iniziale – che prevedeva 17 teatri – si è scelto di concentrarsi su 9 spazi davvero funzionali: 5 nuovi e 4 ristrutturati. Ma, come spiega Giovanni Caudo, presidente della Commissione Speciale PNRR, si è trattato di una “rimodulazione intelligente”:
“Non serve spendere tutto. Serve spendere bene, per progetti utili, concreti e realizzabili. E Cinecittà è oggi un esempio virtuoso di questo approccio”.
Così, tra gru, proiettori e sogni in fase di montaggio, Cinecittà torna protagonista. E Roma si riprende un pezzo di quella magia che da sempre le appartiene.
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