

Santori e De Priamo(PDL): "auspichiamo la creazione di un tavolo interistituzionale per salvare il marchio Cinecittà"
“Il rilancio e lo sviluppo del polo cinematografico di Cinecittà deve divenire un obiettivo bipartisan a difesa del valore storico – culturale, oltre che economico, rappresentato dal settore cinematografico. Non possiamo permettere che i lavoratori del comparto rischino il loro futuro occupazionale a causa di piani industriali che si sono susseguiti e che non hanno favorito una ripresa competitiva di Cinecittà, ma al contrario una lenta decadenza” – lo dichiarano in una nota Fabrizio Santori e Andrea De Priamo, rispettivamente Presidenti della Commissione Sicurezza e Ambiente di Roma Capitale in merito alla manifestazione dei lavoratori di Cinecittà, preoccupati per il rischio chiusura degli studi cinematografici.
Anche CGIL, CISL, UIL ed SLC, FISTEL e UILCOM del Lazio hanno espresso profonda preoccupazione di fronte all’abbandono dell’idea dell’industria cinematografica del sito di Cinecittà. Infatti già dalla fine degli anni ’90 è stato avviato un processo di privatizzazione ed il conseguente trasferimento del vero controllo a Italian Entertainment Group, che ha determinato una lenta diminuzione dell’attività cinematografica.
E’ stata organizzata, nei giorni 7 e 8 ottobre, una protesta voluta unitariamente da CGIL, CISL e UIL e con lo scopo di richiedere certezze sul destino industriale del sito di Cinecittà attraverso l’intervento urgente delle Istituzioni locali (Regione – Provincia – Comune) e l’attivazione di un tavolo interistituzionale.
Il settore del cineaudiovisivo, trainante per l’economia di Roma e del Lazio, conta ad oggi un significativo numero di addetti in tutta la filiera produttiva: 400 dipendenti tra Cinecittà Studios, Cinecittà Luc e e Cinecittà Digital; 6mila tra registi, attori e maestranze specializzate; 10mila tra piccole e medie imprese artigianali, che occupano fino a 100mila posti di lavoro.
Molti di loro sono prossimi alla pensione, con la conseguente difficoltà a poter ritrovare una collocazione lavorativa. Ma questo è solo l’aspetto sociale di un dramma che potrebbe avere risvolti sul piano storico e culturale. Potrebbe scomparire, cancellato dalla speculazione edilizia, il patrimonio di quella fabbrica dei sogni che dal 1937 è un pezzo importante di prestigio e fascino per la città, oltre che di ricavi.
Cinecittà Studios dal 1997, anno della privatizzazione, ha ospitato la realizzazione 27 produzioni internazionali, tra cui Gangs of New York, La Passione di Cristo, la serie televisiva Rome, Miracolo a Sant’Anna, oltre 40 film italiani; nei suoi teatri di posa sono state inoltre girate 40 serie annuali delle principali fiction televisive italiane.
Ma il 4 ottobre il Consiglio d’Amministrazione di Italian Entertainment Group, ha approvato il piano di sviluppo di Cinecittà Studios (società controllata all’80%) oggetto di un accordo di sviluppo e di valorizzazione degli studi cinematografici romani firmato con Cinecittà Luce, proprietaria del sito ed azionista della società medesima al 20%.
"In una prima fase saranno costruiti, in un’area oggi inutilizzata, un nuovo grande Teatro di Posa simile al Teatro 5, attrezzato con le migliori tecnologie oggi disponibili per renderlo flessibile e modulare, e adatto alle riprese cinematografiche con integrazioni digitali e 3D – si legge nel comunicato stampa di Cinecittà Studios SpA – nonché moderni uffici e attrezzerie necessari al funzionamento non solo del nuovo teatro di posa, ma anche di tutti gli altri teatri limitrofi.
Nello stesso complesso immobiliare troveranno spazio sia alcuni servizi di ristorazione, sia un albergo, con annessa area benessere-fitness, per le troupes e i terzi coinvolti nelle produzioni.
Tali investimenti consentiranno la valorizzazione degli Studios, ed un necessario allineamento agli standard qualitativi dei principali concorrenti europei.
In una seconda fase – continua il comunicato stampa – è prevista la costruzione di un Distretto del Cinema e del Multimediale (DCM), che nasce per ospitare altre società del settore, laboratori, centri formativi, unità produttive e centri di ricerca rinnovando una funzione aggregante e sistemica degli Studios, per realizzare ogni sinergia possibile (nella innovazione, nella produzione e nelle opportunità di business e di mercato) tra le imprese del settore.
Il progetto di DCM prevede l’edificazione di circa 240mila metri cubi, sempre aggiuntivi, che saranno in grado di ospitare circa 150-200 tra piccole e medie imprese, studi professionali, centri di formazione e ricerca".
Il Segretario Generale della CGIL Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, presente al presidio, ha spiegato il senso della protesta che vede unite le tre sigle sindacali e le rispettive categorie: “non abbiamo avuto nelle settimane e nei mesi precedenti possibilità di confronto con la proprietà per ragionare sul piano industriale. Bisogna capire – ha proseguito – che tipo di intervento, le istituzioni locali intendono attuare in questo sito in cui si produce cultura valida per Roma, per l’Italia e per il mondo”.
Il dirigente sindacale ha sottolineato come l’interesse comune in questo momento sia quello di “rilanciare, di lavorare e compiere la nostra parte per fare in modo che Cinecittà possa svilupparsi e ampliare le sue possibilità”. L’ipotesi di chiusura del sito di Cinecittà, secondo Di Berardino, è “il tentativo di indebolire Roma ed il centro per spostare le attività da altre parti” e ciò, prosegue il sindacalista “è oggettivamente fuoriluogo, non soltanto per l’importanza storica che gli studi di cinecittà hanno nella capitale, ma anche per la necessità di continuare a dare a Roma, possibilità lavorative in ambito culturale e cinematografico”.
“Il marchio “Cinecittà”, così come gli stabilimenti cinematografici sorti nel 1937 e sottoposti a vincolo del Ministero dei Beni culturali e Architettonici devono essere protetti e tutelati in quanto indiscutibile patrimonio della Capitale – proseguono Santori e De Priamo. Auspichiamo che la creazione di un tavolo interistituzionale tra Comune, Provincia e Regione possa contribuire ad individuare soluzioni e proposte utili al sostegno e rilancio della più grande fabbrica dei sogni a livello europeo.”
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