Cinecittà Studios: il bandolo della matassa

I sindacati cercano soluzioni ma un nuovo comunicato del presidente Abete fa salire la tensione
di Gaetano Di Staso - 28 Maggio 2012

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil venerdi’ 25 presso la sede UIL di via Cavour, hanno spiegato le problematiche del piano industriale di Italian Entertainment Group presentato il 14 maggio scorso.

Salvaguardare una delle eccellenze di Roma, e i suoi lavoratori, questo è l’obiettivo dei sindacati che hanno spiegato i rischi del piano industriale del gruppo che ha una falla di oltre 4 milioni di euro solo nel 2011. L’unica soluzione prospettata dai management aziendali è stata la cassa integrazione di 70 persone della Cinecittà studios, che rappresentano il 50 per cento dell’organico per la società che raccoglie tutte le attività di costruzioni delle scene.

Ma la mannaia del presidente del gruppo Luigi Abete pende sulla testa di altri 50 dipendenti: la fine della pellicola, prevista per il 2013, con l’innovazione del passaggio al digitale.
Per gli altri il futuro è sulla via Pontina, negli ex studi di De Laurentiis, dove è prevista l’esternalizzazione delle scenografie. In gioco ci sono 250 famiglie.

Come ci spiega spiega Alberto Manzini segretario della Slc Cgil, la situazione viene considerata dai vertici come la coda di una crisi mondiale, e spinge Rai e Mediaset a produrre all’estero alcune delle loro fiction”.

“Una delle prime discordanze come afferma Paolo Terrinoni segretario Fistel Cisl, è che il piano industriale è stato presentato solo a voce. Nessuna carta scritta”. Nel 2010 il progetto era quella di costruire alberghi, fitness e parcheggi dentro la struttura per far volare Cinecittà. “Poi, ci dice Roberto Corirossi, Cisl, scopriamo la delocalizzazione: se svuoti gli studios a cosa serve realizzare delle strutture legate alla produzione cinematografica?”.

I sindacalisti piccano il presidente, Luigi Abete, che accusa le organizzazioni di privilegiare un atteggiamento di chiusura. Cosi conclude Felice Alfonsi della Uil, noi non possiamo accettare che vengano licenziati dei lavoratori, in assenza di un piano industriale.

Durante la conferenza stampa è arrivata la notizia che ha fatto sobbalzare dalle sedie le varie RSU presenti, un comunicato del presidente Abete, giunto negli uffici di via Tuscolana, in cui si paventa il licenziamento di 50 persone a causa del mancato accordo con le sigle sindacali, con 8 lettere di licenziamento già in atto.

A questo punto è montata l’agitazione ed i toni si sono scaldati ed alcuni hanno prospettato una unica soluzione: l’occupazione permanente.

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