Cinema all’Isola Tiberina, l’Italia a tavola

Proiettato ‘Sapori Colti’ il documentario di Rocco Giurato, redattore del magazine cinematografico 35 mm.it
di Mariangela Di Serio - 24 Luglio 2011

Continuano gli appuntamenti con il cinema all’Isola Tiberina. Nella serata di giovedì 21 luglio 2011 è stato proiettato il documentario ‘Sapori Colti’, un montaggio di scene tratte da numerosi film che hanno fanno l’epoca della storia del cinema italiano, a cura del giornalista Rocco Giurato, redattore della rivista cinematografica 35 mm.it. Il filmato è un omaggio alla romanità, al popolo romano che si riunisce a tavola, con i suoi piatti tipici, le sue usanze e tradizioni.

Partendo dagli anni 40’ con “Campo de’ Fiori” diretto da Mario Bonnard con Anna Magnani e Aldo Fabrizi , “Paisà” di Roberto Rossellini , “Ladri di Biciclette” di Vittorio De Sica”, percorrendo gli anni 50’ e 60’ con gli indimenticabili “Un americano a Roma” di Steno con Alberto Sordi, “ Le notti di Cabiria” di Federico Fellini, “Accattone “ di Pier Paolo Pasolini, “I mostri” di Dino Risi con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, passando poi agli anni ’70 e ’80 con “Polvere di stelle” di Alberto Sordi, “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, “Bianco rosso e verdone” di Carlo Verdone, “Il marchese del Grillo” di Mario Monicelli, “Il tassinaro” di Alberto Sordi” e giungendo al 2000 con “La finestra di fronte” di Ferzan Ozpeteck e “Pranzo di Ferragosto” di Gianni Di Gregorio, solo per citarne alcuni, il documentario ha intrattenuto gli spettatori allietandoli con battute e scene storiche della commedia all’italiana.

Abbiamo incontrato l’artefice del montaggio Rocco Giurato, che ha risposto con entusiasmo alle nostre domande .

Com’è nato il progetto di questo documentario?

Dal 2000 collaboro con il Museo del Vittoriano di Roma che grazie all’intuizione del suo direttore, Alessandro Nicosia, tende ad affiancare alla struttura classica della ‘mostra’ un buona quantità di materiale audiovisivo che rende l’esperienza più interessante e viva. In questo contesto per un allestimento patrocinato dalla Provincia di Roma sulle tradizioni abbiamo pensato di raccontare il cinema a Roma sotto la lente d’ingrandimento di ristoranti, enoteche osterie e ‘fraschette’ che hanno caratterizzato a livello nazionale prima e mondiale poi l’iconografia classica della Città Eterna sul grande schermo.

Perché hai scelto proprio questi film?

Per quanto agevole e piacevole sia stato il lavoro di ricerca del materiale audiovisivo molto duro si è rivelato il lavoro di sintesi. Molte pellicole risultano tagliate fuori dal montaggio finale che dagli anni 40 con una memorabile zuppa di pesce raccontata dal grande Fabrizi si chiude a tavola con Pranzo di ferragosto, una delizioso omaggio al neorealismo di Gianni Di Gregorio”.

Come mai hai scelto di proiettare il video all’Isola Tiberina?

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In effetti la proiezione gratuita all’Isola nasce dalla collaborazione della mia testata con la torica manifestazione capitolina. Personalmente trovo che sia il luogo ideale di fruizione easy di un omaggio al cinema del passato e senza tempo.

L’evento di ieri sera è stato uno degli appuntamenti di 35 mm previsti all’Isola Tiberina. Che cos’altro verrà proiettato?

Oltre al mio documentario di montaggio il 18 luglio c’è stato un omaggio al grande cinema di Sergio Leone con la proiezione ‘I sogni nel mirino’ di Luca Morsella, storico aiuto del grande Leone. Poi ancora corti selezionati dalla giuria di 35mm.it previsti per la serata del 4 agosto.

E’ il tuo primo documentario o hai già avuto esperienze di questo genere?

‘Sapori Colti’ non è il mio primo documentario di montaggio. Ho avuto l’onore di ricordare la figura di Federico Fellini nella mostra a lui dedicata nel corso della prima edizione della Notte Bianca di Roma, il titolo era ‘Romarcord Fellini’. Poi ancora omaggi a Sordi alla Loren ai Beatles per i 40 anni di ‘Love me do’, il loro primo singolo…
Ci terrei però a citare come vero e proprio esordio alla regia il mio documentario sull’emigrazione: ‘Appunti per un viaggio alle radici dell’emigrazione vista al cinema…’. Si tratta di una carrellata tra più generazioni di registi, da Lizzani a Maselli; da Montaldo a Salvatores, passando per Crialese, Squitieri e Vicari, tutti impegnati a raccontare come i loro film abbiano indagato sul fenomeno migratorio italiano. http://www.imdb.com/name/nm4277134/

Progetti per il futuro?

Dopo la presentazione all’ultimo Festival di Bari e in altri festival sto lavorando a quello che è il proseguimento ideale di ‘Appunti per un viaggio alle radici dell’emigrazione vista al cinema..’; si tratterà questa volta di uno sguardo attento su chi in Italia ci è arrivato da molto lontano, non sempre accolto in maniera dignitosa…


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