

Il 30 novembre "tutto il Mondo" in collegamento con Roma nella più grande mobilitazione per bloccare la pena di morte
Il 30 novembre nei cinque continenti 381 città del mondo, 30 capitali si sono messe in contatto con Roma ed hanno realizzato la più grande mobilitazione internazionale per bloccare la pena di morte.
Alla presenza del sindaco Veltroni, presso l’Auditorium con due ore di spettacolo si è voluto dire no alla pena di morte. Si sono avuti collegamenti satellitari con Bruxelles, Barcellona, San Francisco, Città del Messico e Giappone durante lo svolgimento di un evento veramente speciale, con la partecipazione della conduttrice Lorella Cuccarini, di Moni Ovadia, Giorgio Tirabassi, sister Helen Prejean, Maria Grazia Grassini, Mariella Nava e Desmond Tutu.
Non sono mancate testimonianze importanti come quella di David Atwood, Texas; Joaquin Martinez, ex condannato a morte innocente, USA; Vera Chirwa, Commissario per i Diritti Umani, Malawi; George White, USA; Bill Pelke, USA; Sunny Jacobs, ex condannata a morte, innocente, USA; Tamara Chikunova, Associazione Madri contro la Pena di Morte e la Tortura, Uzbekistan.
Filmati, interviste, brani e musica, tutto successivamente seguito dal concerto contro la Pena di Morte per la Vita di Michael Bublè.
E’ stato scelto il 30 novembre come giornata internazionale “Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte” perché ricorre l’anniversario della prima abolizione della pena capitale: quella del Granducato di Toscana nel 1786.
La Comunità di Sant’Egidio ha promosso questo evento, che è giunto alla sua quarta edizione e che è sostenuto dalle principali associazioni internazionali per i diritti umani, unite all’interno della World Coalition Against the Death Penalty (tra cui Amnesty International, Ensemble contre la Peine de Mort, International Penal Reform, FIACAT).
Sono molte le città come Roma, Bruxelles, Madrid, Ottawa, Città del Messico, Berlino, Barcellona, Firenze, Venezia, Buenos Aires, Austin, Dallas, Antwerpen, Vienna, Napoli, Parigi, Copenhagen, Stoccolma, Reggio Emilia, Bogotà, Santiago del Cile e tante altre che hanno aderito e sono diventate “Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte”.
Durante questa giornata molte città di tutti i continenti hanno illuminato i loro monumenti simbolo, dal Colosseo a Roma alla Plaza de Santa Ana di Madrid, dall’Obelisco centrale di Buenos Aires al Palazzo della Moneda a Santiago, dall’Atonium di Bruxelles alla Piazza della Cattedrale di Barcellona, per formare uno schieramento morale mondiale per fermare tutte le esecuzioni capitali. L’Africa, nonostante i suoi molteplici problemi causati dall’AIDS e dai sottosviluppi cronici, in diversi Stati ha dato la sua disponibilità per lottare contro la pena di morte.
Alla Comunità di Sant’Egidio e alle associazioni ad essa collegate in Italia e in altri Paesi, si sono uniti molti Comuni che hanno già predisposto iniziative culturali e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
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