

L'azione è stata rivendicata da uno striscione firmato Militia con su scritto: "Boicotta Israele"
Giorni fa la comunità ebraica romana ha presentato formale denuncia alla Digos, rispetto alla proposta di boicottare i negozi ebraici della Capitale in segno di solidarietà al popolo palestinese. Una proposta lanciata e poi ritirata dal sindacato Flaica-Uniti-Cub che ha suscitato sdegno, polemiche e interrogazioni parlamentari.
Il 22 gennaio, a distanza di pochi giorni dal polverone sulla vicenda, si diffonde la notizia di un blitz contro alcuni negozi ebraici al Quartiere Africano di Roma, ai quali sono state sigillate le serrature con la colla. L’azione è stata rivendicata da uno striscione con su scritto: “Boicotta Israele” e firmato Militia.
Immediata la reazione del mondo politico.
Il Sindaco di Roma esprime “piena e preoccupata solidarietà a tutti i negozianti ebrei e in particolare a quelli colpiti dal boicottaggio di teppisti dell’estrema destra”.
"Bisogna assolutamente fermare questa spirale di demenza aggressiva –dichiara Alemanno– che sta facendo aumentare e aggravare episodi di antisemitismo in città ad opera di estremisti di destra e di sinistra che bruciano le bandiere di Israele. Mentre mi appello agli inquirenti per una dura repressione di questi atti intollerabili, impegno il Comune di Roma a risarcire dai danni subiti i commercianti ebrei colpiti dal boicottaggio".
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